Riflessione collettiva su Second Life February 13, 2008
Posted by eliver in : Eliver, Second Life , trackback
L’appuntamento organizzato dal Delos BookClub a Parioli per parlare di “Realtà Virtuale, Metaverso e Second Life” ha dato vita, ieri sera, a un panel di discussione interessante e vivace. Due ore e mezza filate di confronto, con oltre 50 persone presenti nel momento di massima affluenza e oltre 40 fino alla mezzanotte: amici del Delos BookClub, di Fantascienza.com, di Vulcano, di Decoder Island ma anche Pariolini e curiosi di passaggio. E’ stato davvero molto stimolante e conivolgente!
Insieme al moderatore Fabius Alter, i supercompetenti ospiti David Orban, Silvio Sosio e Gomma Guarneri, con l’ospite-artista a sorpresa Marco Cadioli, l’ospite al volo Carlos Roundel di PostHuman Lab e l’ospite last-minute Babele Dunn, hanno sviscerato il tema dei mondi virtuali da diversi punti di vista e tutto il pubblico ha partecipato attivamente con spunti originali e a volte provocatori. Si è spaziato molto, dalla preistoria della VR al cyberspazio, dalla Singolarità Tecnologica a PKDick, fino ai pregi e difetti di Second Life, ai modi di vivere e intendere queste realtà sintetiche e al loro futuro, all’interoperabilità e alle applicazioni open source.
Spero che avremo presto un’altra occasione per riprendere tutti questi argomenti, approfondendo quegli aspetti che - per motivi di tempo e target - abbiamo dovuto toccare soltanto superficialmente.
Non è stato facile far passare la linea tradizionalista dell’incontro in chat testuale invece che in Voice, ma alle fine - per vostra fortuna - ci sono riuscita. Così, per chi non c’era, ecco il log della chat testuale della serata.

Comments»
ma è stata una cosa terribile !!!
tutto in chat !!!
ma perché non avete usato il voice?
peccato davvero
Ciao Marco, che ci vuoi fare, siamo un po’ all’antica: dopotutto abbiamo iniziato a organizzare incontri culturali su SL ben prima che i Linden inventassero il Voice
Io non ho alcuna forma di pregiudizio verso il Voice e lo uso spesso per i reading al BookClub, dove la sua funzione è essenziale. Ma per un incontro come questo trovo che la text chat sia più utile: si ha più tempo per meditare quello che si vuole dire, si riesce a dare spazio a tutti - come è successo ieri - e non solo agli ospiti sul palco, e resta una bella discussione, un contenuto di valore, leggero, indicizzabile e socializzabile.
Spero che rileggendo quello che è stato detto ieri capirai anche il mio punto di vista: verba volant, scripta manent.
Personalmente no ho difficoltà nella lettura, ma comprendo che possano esistere persone che abbiano poca dimestichezza con i testi scritti. Non amo il voice e non lo uso, per i validi motivi espressi a suo tempo dalla stragrande maggioranza degli utenti interpellati dalla Linden e poi ignorati per motivazioni commerciali.
Per il resto, trovo inoppugnabili le tue motivazioni, Eliver.
>Non è certo per poca dimestichezza
>>ehi ciao benvenuto
> con i testi scritti
>>>ciao come va?
>che secondo me quella
>>bene grazie mi sono collegato ora
> di ieri è stata un’occasione sprecata
>>>>zitto figoso!
>se sapessi quanto leggo saresti
>>>>>ciao mu
>sorpreso. Perché devi assumere che chi non la pensa come te
>>>>>>mi sono collegato ora
>sia necessariamente un illetterato? (Per non dire di peggio?)
>>>>quanta gente stasera
>non mi sembra una mentalità aperta la tua - passi subito agli insulti !!!
gottit?
(la sensazione avuta ieri non è quella bella formattata e colorata del transcript della chat)
cosa ti fa supporre che la scarsa dimestichezza con i testi scritti in un contesto come quello dell’interfaccia sl abbia a che vedere con la condizione di illetterato? (presumendo che tu intenda questo termine nell’accezione più comune)
cosa ti fa supporre che il verbo “comprendo” sia un inuslto? Proprio perché amo scrivere avrei scelto un altro verbo se avessi voluto insultare qualcuno.
non avrò una mentalità aperta, probabilmente, ma amo la correttezza. anche lessicale.
anche tu?