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Full immersion vampira II December 28, 2008

Posted by eliver in : Eliver, Generale, TV , 2comments

Complice SciFi su Steel, ho iniziato a guardare la serie Moonlight, in italiano, una puntata a caso, in un pomeriggio di zapping annoiato. A freddo mi sembrava un prodotto un po’ patinato, ma il richiamo del vampiro era comunque abbastanza forte da generare in me la pazienza per arrivare fino in fondo. Qualche ora dopo guardavo la prima puntata in lingua originale, con calma e in tutto relax.

Che dire: carino! Di più: Australiano! ^_^

Váš prohlížeč nepodoporuje Flash stáhnětě jej.

Purtroppo sono solo 16 episodi e la notizia che la serie fosse stata chiusa era già ben nota dall’estate, quindi sono arrivata fino in fondo con il sacro terrore di un finale del cavolo.

Dopo la conclusione VERAMENTE del cactus di Blood Ties (tutte le trame se ne vanno in malora…) ero un po’ preoccupata per la sorte dei protagonisti. Già mi preparavo a Mick che, sputtanato pubblicamente come vampiro, lascia Beth, cambia nome e va a vivere anche lui a Vancouver, aprendo una nuova agenzia di PI con Henry Fitzroy Razz

E invece no: le fans (la s è messa di proposito) hanno avuto il loro momento “shipper” in linea con il tono generale della serie, e le luci si sono spente su Moonlight con un sospiro.

Un’altra serie carina è stata chiusa… cosa mi resta da guardare? Sad
Io inizio Angel, che un vampiro tira l’altro.

Full immersion vampira December 27, 2008

Posted by eliver in : Eliver, TV , add a comment

La passione è riesplosa per colpa di Night Watch e ho ricominciato a leggere di vampiri. Prima tutta la saga di True Blood, con Sookie Stackhouse & company, ancora prima che arrivasse la serie in TV (caruccia). Esaurita la vena della Charlaine Harris, la voglia di andare avanti era ancora molto forte: così, visto che già da qualche mese i libri della serie Blood Books di Tanya Huff mi guardavano dalla libreria di S* con fare minaccioso, ho iniziato Blood Price e in qualche settimana ho fatto fuori anche quelli.

In pieno trip vampiresco, e in mancanza di materia prima con cui nutrirlo, sono passata alle serie TV. Come già dicevo, mi sono succhiata tutta la prima stagione di True Blood e, via di seguito, le “due” stagioni di Blood Ties: niente male, già. Ecco un mio commento dal TenForward (segue):

Parliamo di Blood Ties, dunque.

Avendo iniziato a leggere i libri di Vicki Nelson ben prima di vedere la serie, conoscevo già il tono generale, piacevolmente avventuroso ma leggero, quindi ammetto che non mi aspettavo niente di eclatante. Aggiungete S* che bofonchiava “serie canadese low budget”, non molto entusiasta Smile

Così, per una volta, sono rimasta sorpresa in modo positivo: certo, dei romanzi non resta molto - pilot a parte - ma i personaggi sono molto azzeccati e le dinamiche tra loro funzionano bene. Azzeccata anche l’aggiunta di Coreen come assistente di Vicki, anche se il suo modo di essere goth grida “Abby Sciuto” senza alcuna vergogna Wink

Il punto debole della serie sono, purtroppo, i casi di investigazione. Dopo la prima storia, Vicki diventa una sorta di Dylan Dog, un investigatore dell’incubo. Capisco che la pubblicità “nessun caso è troppo strano” possa avere successo, ma affrontare in ordine sparso TUTTO il campionario dei mostri della cultura popolare:

- demoni
- mutaforma
- zombie
- medusa
- mummia assassina
- il wendigo
- etc.

rende il tutto davvero poco credibile. Abbiate pietà!
Capisco il povero Mike Celluci, quando esce di testa Smile

Il finale di stagione, per quanto cerchi di fare da ponte verso una seconda serie che non si farà, è veramente tristarello. Vicky, marchiata dal demone e mezza cieca, viene mollata da tutti.
E un po’ viene da pensare “Ti sta bene, dopo che hai rotto le palle a quei due poveracci per un’intera stagione con le tue paturnie da superdonna. Miiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!!”

Tra l’altro, non ho proprio idea di come gli autori della serie pensassero di ricollegare la trama televisiva con quella dei libri, visto che soprattutto in “Blood Pact” ci sono dei cambiamenti mica da poco. Forse non ci pensavano affatto. E cmq ora è tardi per pensarci, visto che la serie è stata definitivamente chiusa.

Un altro vampiro che morde la polvere. Sigh.
Ci resterà soltanto quello sfigato di Bill Compton, che proprio NON LO REGGO.

Buon Natale :) December 24, 2008

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Buon Natale e Felice Anno nuovo

Gaufres liégeoises a go-go! December 20, 2008

Posted by eliver in : Eliver, Generale , 30comments

Gaufres

Lo ammetto, non è stato facile, ma mentre le addentavo il ricordo di tutte le peripezie è come svanito :)

Primo, la piastra per gaufres (o waffels), che in Italia non si trova praticamente da nessuna parte. L’ho cercata per un bel po’ e alla fine ne ho beccata una carina, non troppo grande e soprattutto su un sito che vendeva anche in Italia, Pixmania.it

E’ arrivata a casa come graditissimo regalo di compleanno, qualche giorno fa, e non vedevo l’ora di metterla alla prova. E questo ha generato il secondo problema: la ricetta!
Su Internet se ne trovano mille: cercare la ricetta delle gaufres è come cercare la ricetta per gli spaghetti. Versioni locali e regionali, varianti personali e di famiglia, e chi più ne ha più ne metta. Dopo aver selezionato la versione che volevo - le Gaufres Liégeoises - ho messo insieme ben sei varianti della ricetta, riservandomi di scegliere quella giusta all’ultimo momento.

Terzo problema: lo zucchero perlato (o sucre perlé o nib sugar che dir si voglia), a grana grossa, che non si scioglie in cottura e crocca quando mordi la gaufre. Ovviamente anche questo in Italia non esiste. In Belgio si trova ovunque (il migliore è il Tirlemont), ma non lo vendono su Internet; in Francia si trova anche dal Carrefour (Béghin-Say), ma non lo vendono su Internet; in USA si trova anche su Amazon (Lars Own), ma non spediscono fuori dagli Stati Uniti. Grrrrr!!

Dopo una navigazione estenuante e senza risultati, ho preso la macchina e sono andata al Carrefour e ho trovato soltanto lo zucchero in granella - quello del Buondì, per intenderci - che non andava bene, ma l’ho preso lo stesso. Meglio di niente, no?

Quindi, armata di piastra, ricetta (l’unica veracemente liégeoise delle 6 che avevo), ingredienti vari e granella di zucchero, mi sono rimboccata le maniche e ho impastato.

Impastare 400gr di farina con l’uovo intero, il lievito sciolto in un po’ di latte tiepido, il latte e lo zucchero semolato. Lasciar lievitare l’impasto per 15 minuti poi aggiungere il burro sciolto, la farina restante, il miele, il sale, la vanillina. Impastare tutto fino a ottenere una pasta omogenea, e lasciar lievitare per altri 10 minuti in un luogo tiepido. Aggiungere lo zucchero perlato, reimpastare un po’ per distribuirlo, poi suddividere la pasta in sei grossi pezzi e lasciarli da una parte a riposare fino a che la piastra non è ben calda. Dividere un pezzo di pasta in due, disporre ciascun pezzo su una metà della piastra, chiudere e lasciar cuocere fino a che le gaufres non sono cotte e caramellate in superficie.

Il risultato lo potete ammirare nella foto :)

Le Gaufres Liegeoises sono ottime calde con la nutella, la marmellata, lo zucchero a velo, ma anche a temperatura ambiente con il gelato, la panna e la frutta sciroppata.

Un’intervista galaktika December 4, 2008

Posted by eliver in : ClipArt, Eliver, Racconti , 2comments

GalaktikaSul numero 224 della rivista di fantascienza Galaktika è uscita una mia intervista che ho rilasciato ai curatori qualche mese fa, dopo la pubblicazione di ClipArt in Ungheria. Le domande sono state molte, varie e interessanti - il testo completo in inglese supera le 16.000 battute -  e spero che i lettori magiari apprezzeranno, soprattutto quelli inizialmente un po’ spiazzati dall’inserimento di un romanzo breve di fantascienza europea in una collana solitamente “tradizionalista” come GFK.

Abbiamo approfondito alcuni aspetti di ClipArt e dei suoi personaggi, abbiamo parlato di ispirazione e di Cyberpunk, di letteratura d’evasione e di Beginning, il seguito del romanzo. Poi abbiamo divagato sulla fantascienza in Italia, di cosa va bene e cosa meno, dell’importanza delle recensioni dei lettori su Internet, ma anche di traduzioni, di editoria elettronica e di fanfiction. Una vera faticaccia!

Comunque, ho chiesto ai curatori di Galaktika di poter pubblicare su questo blog il testo originale in inglese - o eventualmente la traduzione in italiano - ma non ho ancora ricevuto la loro liberatoria.

Vi terrò aggiornati :)
[Edited] Ecco il testo dell’intervista in inglese.

E colgo l’occasione per rispolverare una simpatica intervista, sempre su ClipArt e dintorni, fatta qualche anno fa da Luigi Rosa per Delos, non meno articolata e interessante di quella per gli amici magiari:

Il Kranio sono io: Intervista con Elisabetta Vernier

SF da mille e una notte December 3, 2008

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Il mercante e il portale dell’AlchimistaSul nuovo numero 55 della rivista Robot è uscita la mia più recente traduzione, “Il mercante e il portale dell’Alchimista” (The Merchant and the Alchemist’s Gate) di Ted Chiang, racconto vincitore del Premio Hugo 2008 e del Premio Nebula.

Una storia curiosa e molto ben costruita sui viaggi nel tempo e l’immutabilità del destino di un uomo, immersa in una atmosfera da mille e una notte, in cui il tema tecnologico sfuma nel magico dell’Alchimia grazie a una sorta di Stargate temporale.

Dal mio punto di vista di traduttore, è stato divertente cimentarsi con questo racconto e il suo stile condito da espressioni fiorite e magniloquenti, e invocazioni a Dio potente e misericordioso.
Diciamo che ogni tanto fa bene cambiare dieta :)

Sul lato, l’intrigante illustrazione per il racconto realizzata dal mitico Luca Vergerio.