Due genitori, due cognomi April 21, 2009
Posted by eliver in : Eliver, Generale , trackback
Forse non lo sapete, ma in Italia - per i cittadini italiani - i figli di una coppia regolarmente sposata possono prendere solamente il cognome del padre. Non è prevista la possibilità di dare al proprio figlio il doppio cognome, paterno e materno, a parte nei casi in cui il padre non riconosca subito il figlio, ma lo faccia in un secondo momento.
Mi sono accorta che su questo problema - che forse molti percepiscono come assolutamente secondario rispetto alle rogne del nostro paese - c’è parecchia disinformazione.
Io stessa, che non ho propriamente l’anello al naso, ero convinta che per dare il doppio cognome al proprio figlio bastasse fare richiesta al momento della registrazione del nuovo nato. E’ toccato al povero S* sentirsi ridere in faccia, per ben due volte, dall’impiegato dall’altra parte del vetro.
Di conseguenza, ci siamo documentati per bene, e abbiamo scoperto un’oscura e farragginosa procedura di cambiamento del cognome - simile a quella che viene utilizzata da chi ha un cognome ridicolo o osceno - che consente di richiedere l’aggiunta del cognome materno.
Giusto per farvi capire che cosa ci siamo dovuti sciroppare, vi elenco la documentazione che abbiamo dovuto produrre:
- modulo di richiesta in carta da bollo indirizzato alla Prefettura di Milano, in cui vengono argomentate le motivazioni della richiesta. Le istanze, infatti, vengono accolte soltanto in presenza di valide ragioni.
- una dichiarazione sostitutiva di atto notorio firmata da tutti i parenti maggiorenni in linea diretta, della madre e del padre, fino ai nonni, con relativa fotocopia del documento di identità del parente in questione, in cui dichiarano di non opporsi all’aggiunta.
- un documento che riassume l’albero genealogico del minore che cambia cognome, fino ai bisnonni, con i dati di nascita di tutte le persone che vi compaiono.
- una dichiarazione di stato di famiglia del padre e della madre, con relativa fotocopia del documento di identità
- un pacco di documentazione allegata a sostegno della nostra richiesta
Morale, 1kg di carta in duplice copia, consegnata e timbrata alla Prefettura.
Poi, come si dice: “Il Prefetto riceve, provvede ad istruire ed inoltra al Ministero dell’Interno, per la decisione finale, le istanze di cambiamento del cognome.”
E noi attendiamo pazienti la sentenza, tenendo bene a mente che il 31 luglio 2008 l’Italia ha ratificato il Trattato di Lisbona, che prevede di “adottare tutte le misure adeguate per eliminare la discriminazione nei confronti della donna in tutte le questioni derivanti dal matrimonio e nei rapporti familiari, compresa la scelta del cognome”.
Esistono anche alcuni disegni di legge presentati in Parlamento e allegramente arenati in attesa di qualcuno che si degni di rispolverarli, magari il Ministro delle Pari OpportunitàHAHAHAHAHAH.
Ehm.
Comunque, questa è nostra Causa su Facebook: siete tutti invitati.

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