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Pregiudizio n.2 - Second Life è un mondo virtuale, quindi è tutto finto May 29, 2009

Posted by eliver in : Eliver, Generale, Second Life , 3comments

Falso :)

Il fatto di essere intangibile, di esistere online in modo diffuso sui server della Linden e sui computer degli utenti, non rende Second Life meno reale di Internet stessa.

Quando due persone vere interagiscono in modo sincero all’interno di un ambiente digitale, ciò che vi accade è vero. Se una di queste persone invece recita una parte, quello che dirà e farà sarà probabilmente finzione: ma sarà lui a essere finto, non il mondo in cui agisce.

Questo pregiudizio nasce - secondo me – da una differenza di significato tra l’aggettivo “virtuale” in italiano (come contrario di “reale”, o “simulato”) e l’aggettivo “virtual” in inglese, che è più simile al nostro “digitale”.

Se guardiamo sul Garzanti infatti troviamo:

virtuale
Dal lat. mediev. virtuale(m), deriv. del class. vi°rtus -u¯tis; cfr. virtù
1 che esiste in potenza ma non si è ancora realizzato: capacità virtuale; vincitore virtuale; realtà virtuale
2 (mat.) che potrebbe esistere: ente virtuale
3 (fis.) che si potrebbe effettuare: spostamento, lavoro virtuale | in ottica, fittizio, non reale: immagine virtuale

Se guardiamo invece il Merriam Webster, leggiamo che:

Virtual
4: being on or simulated on a computer or computer network <print or virtual books> <a virtual keyboard>: as a: occurring or existing primarily online <a virtual library> <virtual shopping> b: of, relating to, or existing within a virtual reality <a virtual world> <a virtual tour>

In italiano, quindi, sarebbe più corretto definire Second Life un mondo digitale.
Che sia vero o finto, poi, dipende solo da noi.

Pregiudizio n.1 - Second Life è solo una chat 3D molto pesante May 27, 2009

Posted by eliver in : Eliver, Generale, Second Life , 2comments

Falso :)

Second Life è un mondo digitale, cioè un ambiente immersivo in cui è possibile socializzare ben oltre le possibilità che vengono date da una chat.  Il fatto che il dialogo tra utenti avvenga soprattutto via chat testuale non la rende “una chat”, così come dialogare in voice non la rende “una conference call”: questo perché gli avatar hanno delle sembianze e delle movenze, agiscono all’interno di un preciso contesto e possono interagire tra loro in molti modi. Oltre le parole.

Nella chat, il massimo dell’interazione è una finestra colorata con righe di testo che scorrono, una vostra fotina come avatar (spesso tarocca) e qualche smile animato.

In Second Life invece è possibile condividere un’esperienza con altre persone: visitare Roma Antica o l’Isola dei Pirati o qualunque altro luogo ben connotato, insieme a un amico, lascia nell’utente una forte sensazione di “qui e ora, in compagnia di questa persona”.

Dopo un evento interessante, sarà fin troppo facile raccontare: “Questa sera sono stato a una conferenza con la mia amica Lea: c’era tanta gente, il conferenziere era simpatico ma era vestito come un cretino. E vedessi che sala!”

Sfido qualunque chat, anche in 3D, a lasciare questo tipo di sensazione.

Serata cyber dedicata a ClipArt May 26, 2009

Posted by eliver in : ClipArt, Eliver, Generale, Second Life , add a comment

L’evento di presentazione del mio romanzo ClipArt al Delos BookClub in Second Life è stato movimentato e simpatico. Dario Tonani, conduttore per una sera, ha dato vita a un botta e risposta molto interessante, che mi ha portato a considerare aspetti inediti della trama e dei personaggi. Il nostro mitico Mu Negulesco ha poi dato vita, in un intermezzo di reading particolarmente ispirato, al Kranio più cattivo di tutti i tempi.

La serata cyber al Delos Bookclub

L’affluenza del pubblico è stata buona, con un picco di venti persone durante il reading, anche se qualcuno dei fan del bookclub su Facebook ha dato forfait. Ma li perdoniamo e li aspettiamo per il prossimo evento.

Intanto, voglio ringraziare tutti i partecipanti, anche quelli last minute che si sono tirati il collo per arrivare almeno a salutare (Ciao Susy ;)), e ovviamente le tre persone che hanno reso possibile questa serata.

Grazie Dario! Grande Mu! :)

E grazie S*, fortissimo e minaccioso IronMan, che ha gestito il “dietro le quinte” dell’evento, mettendo a disposizione di Dario i suoi potenti mezzi informatici.

Per sapere cosa vi siete persi, ecco a voi il  Chatlog della serata.

Le foto, come sempre, le trovate sul mio Flickr o sulla nuova pagina di FB del BookClub.

Second Life: limiti reali e pregiudizi May 23, 2009

Posted by eliver in : Eliver, Generale, Second Life , 4comments

EliverCome ogni prodotto tecnologico, Second Life – pur se in continua evoluzione da parte della Linden - non è perfetta, e questi limiti sono spesso utilizzati come un buon motivo per non usarla. Il modo più furbo per cavarsela, ovviamente, è conoscerli e aggirarli con astuzie organizzative.

I limiti tecnologici più comunemente citati sono:

a. Il programma richiede troppe risorse per funzionare bene
Per far girare il Second Life viewer ci vuole un computer molto potente, una scheda grafica dell’ultima generazione e una connessione a internet molto veloce. In mancanza di queste caratteristiche, il programma va spesso in crash oppure l’avatar si muove a scatti, peggiorando di molto l’esperienza d’uso. Purtroppo, questo è un limite molto reale e non c’è modo di aggirarlo: se volete organizzare un evento in SL dovrete avere un computer abbastanza nuovo, così come anche le persone che inviterete o che comunque interverranno.

b. Non riesco ad aprire un account su Secondlife.com
Il modulo di registrazione a Second Life - per qualche ragione che non staremo ad approfondire - controlla il numero IP della persona che sta cercando di aprire un nuovo account, e limita il numero di account che si possono aprire da ciascun IP. Se quindi, per esempio, la vostra azienda o Internet provider viene visto come un unico IP pubblico, il modulo vi risponde che avete già troppi account (quelli aperti da tutti gli altri utenti con cui condividete il numero IP) e non vi permette di aprirne un altro.
L’unico modo per aggirare questo limite è provare a iscriversi usando la connessione di casa, da casa di un amico, da una rete wireless telefonica fino a che non riuscite.

c. Non riesco a collegarmi a Second Life dall’interno della rete aziendale
Il Second Life viewer, per collegarsi al mondo virtuale, usa delle porte che i firewall aziendali normalmente bloccano. Le motivazioni per questa chiusura sono varie: la prima è ovviamente la sicurezza, ma anche che un computer collegato a SL all’interno di una rete ne rallenta le prestazioni, a causa del grande traffico generato.
Ci sono tre modi per aggirare questo limite:
i.      Se siete amici del vostro amministratore di rete, potete chiedergli di aprire le porte per Second Life. Nella sezione supporto del sito secondlife.com troverà tutte le istruzioni per intervenire.
ii.      Altrimenti, se potete fare un piccolo investimento, potete farvi istallare una piccola rete DSL, separata dalla rete aziendale, che utilizzerete soltanto per l’accesso a Second Life.
iii.      Se invece non potete permettervi di spendere troppo, potete munirvi di una connessione wireless a banda larga di quelle offerte dagli operatori telefonici. Un solo computer si collegherà senza problemi; se dovete collegarne più d’uno, condividendo la connessione, il collegamento sarà in generale più lento.

E’ importante considerare questo limite anche quando organizzate degli eventi, poiché le persone che inviterete avranno il vostro stesso problema e potrebbero non essere in grado di parteciparvi.

d. Il programma è difficile da usare
L’interfaccia del Second Life viewer è effettivamente un po’ impegnativa per chi è abituato a usare solo software di lavoro. Bisogna dire, però, che per avere una buona prima esperienza d’uso con Second Life, la gran parte dei comandi non vi servono a nulla. Vi basterà capire come camminare, come chattare con gli altri residenti e come teletrasportarvi: niente che non si possa imparare da soli, o con cinque minuti di spiegazioni da parte di un collega più esperto. Il resto delle funzioni lo imparerete più in là, quando ne avrete bisogno. Anche in questo caso, ricordatevi che i vostri ospiti avranno lo stesso problema e provvedete a facilitargli l’ingresso inworld.

e. Un’isola può ospitare un numero ridicolo di persone
Anche qui, c’è poco da fare. I simulatori (SIM) che reggono le isole e la mainland di Second Life hanno delle capacità limitate. Quando qualcuno vi chiederà se può avere duecento ospiti a un evento e voi dovrete rispondergli che il numero massimo oggi è 40 sulla Mainland e 80-90 sulle isole private, non lasciatevi scoraggiare. L’errore di fondo è cercare di valutare il successo di un evento in SL utilizzando una scala adatta al numero di visitatori di un sito. Un mondo virtuale non è un sito, e i numeri con cui vi dovete confrontare sono quelli di un evento “in carne e ossa”. Dopotutto, se organizzaste la presentazione di un libro in una piccola libreria in città, quanti visitatori potreste sperare di avere? Se ne avrete quaranta, è già un successo. Se ne avrete ottanta, avete fatto il tutto esaurito!

Ma veniamo ai pregiudizi.

Second Life – così come i mondi virtuali in genere - ha avuto delle sorti alterne come considerazione da parte dei media e del grande pubblico. Inizialmente snobbato come qualcosa da geek smanettoni (per la serie get a life!), intorno al 2007 ha avuto un forte picco di popolarità grazie alle voci sui media che millantavano facili guadagni reali grazie al business virtuale. Il primo milione di dollari guadagnato da Anshe Chung, latifondista virtuale americana, ha invogliato milioni di persone ad aprirsi un account e provare Second Life. La prima ondata di vittime è stata fatta dai limiti tecnologici che abbiamo elencato prima, poi sono arrivati i pregiudizi:

a.      Second Life è solo una chat 3D molto pesante

b.      In Second Life non c’è niente da fare

c.       Second Life è un covo di pervertiti a caccia di sesso virtuale

d.      Ho già una vita, non me ne serve una seconda

e.       I mondi virtuali sono per persone che hanno problemi di relazione

f.        Second Life è un mondo virtuale, quindi è tutto finto

(Mi riservo di smontarli a uno a uno nei miei prossimi post)

Così in circa un anno la bolla si è sgonfiata, Second Life è tornato alla sua reale dimensione e i media hanno iniziato ad annunciarne la prematura morte. Dovendo organizzare e pubblicizzare un evento oggi, il pregiudizio più duro da scalzare sarebbe che Second Life è morta.

Ma quanto c’è di vero in questo?

La risposta è che effettivamente una parte di Second Life è morta, quella sorta di leviatano ipertrofico alimentato dall’hype che era nato senza poggiare su niente di concreto. Isole sono state costruite, annunciate e inaugurate con grande strombazzamento, sono rimaste vuote per un anno e quindi hanno chiuso, schiacciate dagli onerosi costi di manutenzione.
Ciò che è rimasto è la vera Second Life, quella nata con reali motivazioni prima della bolla, che l’ha attraversata sgranando gli occhi davanti alle follie di chi credeva nei miracoli, e che, calato l’hype, è più vitale che mai, mentre la tecnologia dietro a SL continua a maturare.

Il parallelo con la bolla speculativa di Internet è assolutamente efficace.

O la va, o la spacca… May 23, 2009

Posted by eliver in : Eliver, Generale , add a comment

Oggi installo l’upgrade di Wordpress :)

Ci vediamo dall’altra parte del tubo.

Forse.

ClipArt - Intervista su Second Life May 21, 2009

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Per una volta, l’ospite al Delos BookClub sarò io! :)

Il caro Mu, in combutta con quel simpaticone di Dario Tonani, ha organizzato una serata con reading e intervista al bookclub, domenica 24 alle 21:30.

Trovate tutti i dettagli nella pagina dedicata all’evento su Facebook:
http://www.facebook.com/event.php?eid=82277064162

E questo è il testo della notice che è appena arrivato sul Gruppo Delos BookClub:

Cari autostoppacciosi di ogni peso e misura, creature acquitrinose e sfumature superintelligenti del verde smeraldo, vi annuncio con corpulento gaudio che Domenica 24 maggio ore 21:30 al Delos Bookclub si svolgerà una specialissima serata dedicata a Eliver e al suo romanzo ClipArt, uscito questo mese in libreria. La nostra tecnomaga scrittrice sarà intervistata da Dario Tonani, autore di fantascienza e vecchia conoscenza del bookclub. Per creare l’atmosfera leggerò un racconto di Eliver, non mancate!!

Che dire: mi comprerò un nuovo abito cyberpunk per essere in tema.
Speriamo che non faccia troppo caldo!!

ClipArt - La recensione di Fantascienza.com May 14, 2009

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Fantascienza.com ha pubblicato oggi - a firma di Giampaolo Rai - un’articolata recensione della nuova edizione di ClipArt. Mi fa piacere vedere che il recensore si è divertito a leggere il romanzo, e vedo che ancora una volta il personaggio a cui il lettore si affeziona di più è RUE, la simpatica e giovane recluta della Xander Enterprise, che vive chiusa dentro un furgone ma, grazie a una versione ante litteram di Second Life, ha migliaia di amici virtuali in tutto il mondo.

Comunque ecco a voi la recensione, e grazie Giampaolo.

Clipart è un’opera che corre sul sottile crinale che divide cyberpunk e thriller…”  [leggi]

ClipArt - Una nuova recensione May 12, 2009

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Sul suo blog, Scarweld ha pubblicato una recensione del mio romanzo ClipArt. Grazie Scarweld, sono felice che la storia ti sia piaciuta!

Clipart è un romanzo piacevole, che si legge come un fumetto. La sua prima pubblicazione risale al 2003 ma, a distanza di sei anni, riesce a mantenere la sua freschezza. Apprezzato molto anche nella sua versione podcast, Clipart è una storia coinvolgente e ben costruita…

Leggi la recensione su http://scarweld.blogspot.com/2009/05/clipart-di-elisabetta-vernier-collana.html

Star Trek: Reboot May 10, 2009

Posted by eliver in : Generale , 1 comment so far

2008_star_trek_wallpaper_02.pngLo sapevo! JJAbrams l’ha fatto :)

Il nuovo Star Trek è un film godibile e divertente, che svecchia d’un colpo il franchise e soprattutto l’invecchiatissima Serie Classica. Bravi gli attori - soprattutto Zach Quinto - molto azzeccato il casting, divertenti i dialoghi e le strizzate d’occhio al canone classico. Povera la trama, però, e i villains: Eric Bana è un Nero proprio insulso, ma non è colpa sua, l’hanno scritto così. Il manipolo di romulani più sfigati del Quadrante Alfa :P

Simpatico il cameo, o meglio la breve parte di Leonard Nimoy, e geniale l’idea del vecchio Spock che fa da mentore al giovane Spock, con le conoscenze di un universo e di un futuro che ormai sono stati cancellati dal nuovo corso degli eventi.

Ora aspetto con curiosità di vedere la versione originale: per quanto il doppiaggio fosse più che dignitoso e attento alla terminologia corretta, ho l’impressione di essermi persa non poche battute e allusioni intraducibili.

Live long and prosper a JJAbrams e alla nuova linea temporale :)

Podcast, audiolibri e dintorni May 6, 2009

Posted by eliver in : Generale , 1 comment so far

Qualche giorno fa, Izzy mi chiedeva informazioni su come fosse stato realizzato l’audiolibro di ClipArt.

La risposta, dal punto di vista tecnico, è “con la stessa attrezzatura di Fantascienza.POD”, quindi con:

Una nota: senza una stanza insonorizzata in modo decente, il microfono condensatore è uno sbattimento da usare, perché ti registra anche lo starnuto del vicino del piano di sotto. Inoltre, considerate che il setup è stato fatto nel 2006, quindi di sicuro ora esisteranno soluzioni molto migliori a costi molto più bassi :)
Ora ci sono dei microfoni USB veramente buoni, per esempio, ma anche delle ottime cuffie microfonate (le mie sono Sennheiser).

Passiamo poi al processo artigianale di produzione di una puntata dell’audiolibro di ClipArt

  1. registrazione della voce narrante con Audacity su PC
  2. pulizia della lettura registrata, sempre con Audacity
  3. esportazione del file audio in WAV
  4. costruzione dell’impianto della puntata su Garage Band
  5. scelta della sigla, con acquisto di un brano specifico
  6. importazione del file audio della lettura in Garage Band
  7. sistemazione dei volumi della lettura
  8. aggiunta degli effetti sonori, acquistati in collection su DVD
  9. aggiunta dei metadati, immagini, etc.
  10. esportazione in M4A
  11. apertura del file M4A con iTunes ed esportazione in MP3
  12. creazione del podcast feed e pubblicazione del file

Ora forse qualcuno degli ascoltatori di Fantascienza.POD, che rognava un po’ perché abbiamo smesso di produrre il podcast, capirà il lavoro tecnico che c’è dietro ogni puntata. In più rispetto a ClipArt, che è un audiolibro, il podcast - con un formato radiofonico - richiede anche la scrittura di un palinsesto della puntata, la registrazione delle eventuali interviste, la scelta di tutti i brani di musica da inserire tra le varie parti del programma (e il pagamento della SIAE) e un attento lavoro di mixaggio del tutto.