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Second Life: limiti reali e pregiudizi May 23, 2009

Posted by eliver in : Eliver, Generale, Second Life , trackback

EliverCome ogni prodotto tecnologico, Second Life – pur se in continua evoluzione da parte della Linden - non è perfetta, e questi limiti sono spesso utilizzati come un buon motivo per non usarla. Il modo più furbo per cavarsela, ovviamente, è conoscerli e aggirarli con astuzie organizzative.

I limiti tecnologici più comunemente citati sono:

a. Il programma richiede troppe risorse per funzionare bene
Per far girare il Second Life viewer ci vuole un computer molto potente, una scheda grafica dell’ultima generazione e una connessione a internet molto veloce. In mancanza di queste caratteristiche, il programma va spesso in crash oppure l’avatar si muove a scatti, peggiorando di molto l’esperienza d’uso. Purtroppo, questo è un limite molto reale e non c’è modo di aggirarlo: se volete organizzare un evento in SL dovrete avere un computer abbastanza nuovo, così come anche le persone che inviterete o che comunque interverranno.

b. Non riesco ad aprire un account su Secondlife.com
Il modulo di registrazione a Second Life - per qualche ragione che non staremo ad approfondire - controlla il numero IP della persona che sta cercando di aprire un nuovo account, e limita il numero di account che si possono aprire da ciascun IP. Se quindi, per esempio, la vostra azienda o Internet provider viene visto come un unico IP pubblico, il modulo vi risponde che avete già troppi account (quelli aperti da tutti gli altri utenti con cui condividete il numero IP) e non vi permette di aprirne un altro.
L’unico modo per aggirare questo limite è provare a iscriversi usando la connessione di casa, da casa di un amico, da una rete wireless telefonica fino a che non riuscite.

c. Non riesco a collegarmi a Second Life dall’interno della rete aziendale
Il Second Life viewer, per collegarsi al mondo virtuale, usa delle porte che i firewall aziendali normalmente bloccano. Le motivazioni per questa chiusura sono varie: la prima è ovviamente la sicurezza, ma anche che un computer collegato a SL all’interno di una rete ne rallenta le prestazioni, a causa del grande traffico generato.
Ci sono tre modi per aggirare questo limite:
i.      Se siete amici del vostro amministratore di rete, potete chiedergli di aprire le porte per Second Life. Nella sezione supporto del sito secondlife.com troverà tutte le istruzioni per intervenire.
ii.      Altrimenti, se potete fare un piccolo investimento, potete farvi istallare una piccola rete DSL, separata dalla rete aziendale, che utilizzerete soltanto per l’accesso a Second Life.
iii.      Se invece non potete permettervi di spendere troppo, potete munirvi di una connessione wireless a banda larga di quelle offerte dagli operatori telefonici. Un solo computer si collegherà senza problemi; se dovete collegarne più d’uno, condividendo la connessione, il collegamento sarà in generale più lento.

E’ importante considerare questo limite anche quando organizzate degli eventi, poiché le persone che inviterete avranno il vostro stesso problema e potrebbero non essere in grado di parteciparvi.

d. Il programma è difficile da usare
L’interfaccia del Second Life viewer è effettivamente un po’ impegnativa per chi è abituato a usare solo software di lavoro. Bisogna dire, però, che per avere una buona prima esperienza d’uso con Second Life, la gran parte dei comandi non vi servono a nulla. Vi basterà capire come camminare, come chattare con gli altri residenti e come teletrasportarvi: niente che non si possa imparare da soli, o con cinque minuti di spiegazioni da parte di un collega più esperto. Il resto delle funzioni lo imparerete più in là, quando ne avrete bisogno. Anche in questo caso, ricordatevi che i vostri ospiti avranno lo stesso problema e provvedete a facilitargli l’ingresso inworld.

e. Un’isola può ospitare un numero ridicolo di persone
Anche qui, c’è poco da fare. I simulatori (SIM) che reggono le isole e la mainland di Second Life hanno delle capacità limitate. Quando qualcuno vi chiederà se può avere duecento ospiti a un evento e voi dovrete rispondergli che il numero massimo oggi è 40 sulla Mainland e 80-90 sulle isole private, non lasciatevi scoraggiare. L’errore di fondo è cercare di valutare il successo di un evento in SL utilizzando una scala adatta al numero di visitatori di un sito. Un mondo virtuale non è un sito, e i numeri con cui vi dovete confrontare sono quelli di un evento “in carne e ossa”. Dopotutto, se organizzaste la presentazione di un libro in una piccola libreria in città, quanti visitatori potreste sperare di avere? Se ne avrete quaranta, è già un successo. Se ne avrete ottanta, avete fatto il tutto esaurito!

Ma veniamo ai pregiudizi.

Second Life – così come i mondi virtuali in genere - ha avuto delle sorti alterne come considerazione da parte dei media e del grande pubblico. Inizialmente snobbato come qualcosa da geek smanettoni (per la serie get a life!), intorno al 2007 ha avuto un forte picco di popolarità grazie alle voci sui media che millantavano facili guadagni reali grazie al business virtuale. Il primo milione di dollari guadagnato da Anshe Chung, latifondista virtuale americana, ha invogliato milioni di persone ad aprirsi un account e provare Second Life. La prima ondata di vittime è stata fatta dai limiti tecnologici che abbiamo elencato prima, poi sono arrivati i pregiudizi:

a.      Second Life è solo una chat 3D molto pesante

b.      In Second Life non c’è niente da fare

c.       Second Life è un covo di pervertiti a caccia di sesso virtuale

d.      Ho già una vita, non me ne serve una seconda

e.       I mondi virtuali sono per persone che hanno problemi di relazione

f.        Second Life è un mondo virtuale, quindi è tutto finto

(Mi riservo di smontarli a uno a uno nei miei prossimi post)

Così in circa un anno la bolla si è sgonfiata, Second Life è tornato alla sua reale dimensione e i media hanno iniziato ad annunciarne la prematura morte. Dovendo organizzare e pubblicizzare un evento oggi, il pregiudizio più duro da scalzare sarebbe che Second Life è morta.

Ma quanto c’è di vero in questo?

La risposta è che effettivamente una parte di Second Life è morta, quella sorta di leviatano ipertrofico alimentato dall’hype che era nato senza poggiare su niente di concreto. Isole sono state costruite, annunciate e inaugurate con grande strombazzamento, sono rimaste vuote per un anno e quindi hanno chiuso, schiacciate dagli onerosi costi di manutenzione.
Ciò che è rimasto è la vera Second Life, quella nata con reali motivazioni prima della bolla, che l’ha attraversata sgranando gli occhi davanti alle follie di chi credeva nei miracoli, e che, calato l’hype, è più vitale che mai, mentre la tecnologia dietro a SL continua a maturare.

Il parallelo con la bolla speculativa di Internet è assolutamente efficace.

Comments»

1. izzy - 23 May 2009

“… una connessione a internet molto veloce.”
***
Da me non passa neppure l’adsl, e mi tocca arrangiarmi con l’umts… grazie, Italia.
Peccato, perché sarei stato curioso di venire ai vostri raduni.

2. eliver - 23 May 2009

Ciao Izzy,
guarda che con l’UMTS si riesce ad andare bene su SL.
Io ho fatto decine di sessioni remote - tipo il live dalla DeepCon dell’anno scorso - con una schedina UMTS della 3.
Prova, dai! Ti aspettiamo! :)

3. izzy - 24 May 2009

Allora al prossimo raduno magari ci provo. Sempre se capisco come farlo funzionare… AHAHAHAHAH!

4. izzy - 24 May 2009

Ho installato e fatto tutto, ma va troppo lento. Fa ogni passo 5 secondi dopo aver premuto il tasto per l’effettiva azione, a volte non fa nulla e basta, oppure dopo un minuto parte a razzo e non si sa dove vada. Forse non è solo questione di velocità, ma di stabilità della rete, e la mia si è già altre volte dimostrata scarsa. Magari provo lo stesso a fare un salto alla tua serata cyberpunk (è oggi, vero?), ma dubito che le cose possano migliorare, anzi: di domenica sera mi si impalla da spavento.