SL Jargon: Il vocabolario di Second Life secondo Eliver (1-A) June 26, 2009
Posted by eliver in : Eliver, Generale, SLvocabolario, Second Life , 3commentsOk, forse è un’impresa titanica, ma ci voglio provare ugualmente. Non farò un unico post, ma una serie, e creerò ad hoc una nuova categoria SLvocabolario per trovarli tutti in un colpo.
Ma ora bando alle ciance, e iniziamo
512, 1024, 2048, etc.
Sono le dimensioni standard di un terreno in Second Life, misurate in metri quadrati (sq.). Il vostro primo 512 lo comprate quando diventate utenti Premium, e non ci pagate le tasse alla Linden (Fees). Un’isola intera misura 65536 sq.
Abuse report
E’ una denuncia alla Linden contro qualcuno, quando questo viola le regole di Second Life, in particolare le Big Six. Ma potreste beccarvene uno anche dal vostro vicino, per quel coso orrendo che avete rezzato dietro casa sua, che gli rovina il panorama. Se qualcuno vi fa un abuse report iniziate a preoccuparvi: potrebbe avere effetti molto seri sul vostro account, dal blocco fino alla disattivazione.
Alt
Sta per Alternate Account ed è una sorta di avatar di scorta che alcuni utenti si attivano, per necessità o per divertimento. Molte persone che lavorano su SL hanno un Alt aziendale, di solito vestito come un pinguino. Altri, invece, hanno un alt maialo che usano per andare in quei posti dove nessuno porterebbe mai il proprio avatar principale, pena restare sputtanato a vita. Se vi fate un Alt serio e vi mettete in contatto con persone che vi conoscono con il vostro avatar principale, è buona educazione informarle che siete sempre voi. Potete anche provare a barare, ma alla fine verreste sgamati, perché il gossip su SL viaggia più veloce della luce.
Animazione
Gli avatar di solito hanno dei movimenti spontanei piuttosto generici. Le animazioni, che possono essere acquistate o realizzate con appositi programmi, permettono movimenti e pose specifiche più rifinite: una seduta personalizzata, un modo di camminare particolare, un modo diverso di volare, etc.
Per utilizzarle, dovete acquistare un accessorio invisibile che si chiama AO. Può essere costoso ma è indispensabile per essere credibili - solo i niubbi non hanno l’AO. Le animazioni possono anche essere utilizzate per costruire delle poseball, che abbinano una certa animazione a un dato oggetto.
AO
Sta per Animation Overrider, ed è uno script che sostituisce le animazioni di base dell’Avatar con animazioni e pose acquistate, realizzate in modo più raffinato. Esistono moltissimi modelli di AO, maschili e femminili, e c’è la possibilità di personalizzare gli AO commerciali con animazioni aggiuntive. Oltre agli AO che sostituiscono le animazioni standard, ci sono anche quelli che vi permettono, per esempio, di nuotare.
Avatar, AV
L’avatar è il vostro corpo virtuale dentro Second Life. Viene chiamato anche avie. In SL è importante non confondere il corpo con la persona: evitate quindi di dire “ho conosciuto un nuovo avatar”, se conoscete un nuovo residente. Qualcuno potrebbe pensare che avete incontrato un residente che conoscevate già, ma in una forma (avatar) diversa. Questo, d’altro canto, può succedere spesso. Nell’inventario di un vero residente di solito ci sono sempre un certo numero di avatar alternativi, normali ma a volte anche bizzarri. Ricordatevi infatti gli AV in SL non sono necessariamente umani: ce ne sono di tutte le forme e dimensioni.
Away
Quando un utente non muove il proprio avatar per un certo periodo di tempo, l’avatar si “addormenta” e viene indicato come away. Questo sta a indicare che l’utente dietro la tastiera è momentaneamente assente (AFK – away from keyboard). Purtroppo si può finire in away anche quando si ascolta una conferenza, quindi per non sembrare maleducati ricordatevi di muovere il mouse ogni tanto, altrimenti il conferenziere penserà che avete parcheggiato l’avatar sulla sedia e siete andati a farvi una birra in RL, mentre lui si sgola per intrattenere il pubblico.
SL-etiquette, ovvero essere educati su Second Life June 20, 2009
Posted by eliver in : Eliver, Generale, Second Life , 3comments
Devo ammetterlo: essendo nata inworld nel lontano 2006, ormai ne ho viste veramente di cotte e di crude e non so più quante volte mi sono trovata a chiedermi “Ma è possibile che nessuno insegni un minimo di educazione ai niubbi?”
Ho fatto qualche ricerca nei vari siti italiani dedicati a SL e su un certo numero di blog di residenti italiani e - in effetti - a parte qualche sintetica traduzione delle linee guida della Linden, non ho trovato gran che.
Così - anche se non ho alcuna autorità per farlo - ho deciso di stilare la mia versione della SL-etiquette, una sorta di miniguida alla buona educazione in Second Life per consentire a chi muove i suoi primi passi da avatar di evitare gli errori più comuni (talmente comuni che a volte mi sento sulla versione inworld di Candid Camera).
1 - Non spogliate mai e poi mai il vostro avatar in pubblico. E’ considerato molto maleducato. A volte i manager delle land italiane sono indulgenti con i niubbi nudi, ma questo non vi scusa. In molte land verrete ripresi e perfino cacciati via. Tenetevi i vestiti addosso e sappiate che, se vi spoglierete, sarete soltanto ridicoli e fastidiosi. Gli avatar dei niubbi infatti - specialmente quelli maschili - sono privi dei loro attributi sessuali, come Big Jim e Barbie.
2 - Non fate domande personali a chi non conoscete bene. I residenti di Second Life amano la propria privacy e parlano della propria Real Life solo con le persone di cui si fidano. In questo elenco, per quanto lungo, non figurano i niubbi come voi. Quindi evitate di chiedere “di dove sei”, “quanti anni hai”, “sei M o F?”. Farete una miglior figura.
3 - Non chiedete la friendship a chi non conoscete bene. Quando un residente esperto, incontrato per caso, vi dà una mano a vestirvi e/o a orientarvi inworld, non significa che sia vostro amico. Probabilmente è solo gentile. Ma è molto probabile che rifiuti la vostra amicizia, vuoi perché ha già 150 amici veri, vuoi perché siete il millesimo niubbo che gliela offre.
4 - Non andate in giro a chiedere dove comprare un pene. Questo vale ovviamente per chi ha scelto un avatar maschile, ma è una domanda così ricorrente da essere diventata un tormentone. Se volete un pene gratuito, cercate “Free penis” nel Search e andate a prendervi il vostro ammennicolo senza disturbare i poveri residenti.
5 - Non andate in giro a chiedere se qualcuno vuole fare sesso con voi. Nessun residente serio farebbe sesso con un niubbo. Al massimo potreste trovare qualche professionista del sesso disposto a farlo con voi a pagamento. Ma voi non potete ancora permettervelo.
6 - Non andate in giro a chiedere come si fa a guadagnare. Questa è la seconda domanda più frequente che ho sentito. Per guadagnare qualche Linden dovete andare nei “camping”: sono dei posti dove qualcuno vi paga per parcheggiare l’avatar su una posa. Capirete il perché quando sarete più grandi, ma a quel punto i vostri L$ li comprerete su Secondlife.com.
7 - Evitate di esprimervi nel linguaggio degli SMS. Su Second Life le vocali non si pagano, quindi cercate di usarle. Visto che l’età media dei residenti è più alta rispetto alle comunità di MMORPG, rischiate di non essere capiti e di essere etichettati come ragazzini. Giova ricordare che l’uso di SL è riservato agli utenti maggiorenni.
8 - Imparate in fretta la lingua del posto. I residenti di Second Life usano un gergo molto particolare che non è facilmente comprensibile ai niubbi (SL jargon). Potete trovare diversi siti dove vengono spiegate tutte le espressioni più comuni.
9 - Evitate di usare le Gestures, soprattutto quelle con un rumore associato come “ridere”. Sono goffe e fastidiose, e le usano solo i niubbi. I residenti veri si comprano le animazioni e usano un AO.
10 - Non abusate del Voice, se non siete a casa vostra. Non è detto che i presenti abbiano voglia di ascoltare la vostra voce o - più frequentemente - di farvi sentire la propria. Se un residente si rifiuta di parlarvi in Voice non prendetevela: SL non è un telefono con i pupazzi e si viveva benissimo anche prima dell’avvento del Voice.
Queste sono le prime dieci regole d’oro che mi vengono in mente questa sera. Lancio ovviamente a tutti i residenti italiani l’invito a integrare questo mio elenco con le loro esperienze, o a segnalarmi eventuali link con altre valide indicazioni di SL-etiquette.
Pregiudizio n.5 - Ho già una vita, non mi serve una Second Life June 13, 2009
Posted by eliver in : Eliver, Generale, Second Life , 2commentsQuesto pregiudizio nasce dalla falsa concezione che per vivere in Second Life sia necessario trascorrere inworld la gran parte della giornata, e questo non è vero. Per avere una soddisfacente esperienza nel mondo digitale della Linden è sufficiente loggarsi anche solo un’ora al giorno.
Second Life non toglie spazio alla Real Life, ma piuttosto mette a frutto i numerosi tempi morti, distogliendoci da passatempi più tradizionali e solitari come guardare la televisione, navigare in Internet o restare senza far niente
Quanti di voi, la sera dopo cena durante la settimana, restano a cervello spento davanti a programmi TV sempre più spesso da cerebrolesi?
Beh, sappiate che potreste mettere a frutto quel tempo sprecato per socializzare in Second Life, conoscere persone di tutta Italia (e di tutto il mondo, se parlate l’inglese), ascoltare musica, partecipare a eventi e conferenze, esplorare isole sempre nuove, imparare a costruire oggetti e magari anche venderli.
E che fare in un weekend piovoso? Stare a casa a fare il muso, oppure fare un salto inworld per ritrovare un po’ di amici, fare quattro chiacchiere da bar, aggiornarsi sul gossip sentimentale di questo e quello?
Le amicizie che nascono in Second Life non sono amicizie finte, la vostra SL non è una vita finta parallela: sempre più spesso infatti si organizzano pizzate, raduni, eventi RL dove i gruppi nati in SL (proprio come quelli nati su Internet intorno a certi siti, come Fantascienza.com) si ritrovano per conoscersi di persona e trascorrere qualche ora in allegria. Anche in questo caso Second Life crea occasioni di socialità, senza togliere niente alla vostra cara vecchia vita.
Pregiudizio n.4 - Second Life è un covo di pervertiti June 9, 2009
Posted by eliver in : Eliver, Generale, Second Life , 3commentsFalso
Se ci pensate bene, lo hanno sempre detto anche di Internet (e lo dicono ancora oggi), ma questo non ha impedito al World Wide Web di cambiare il mondo in cui viviamo e lavoriamo.
La verità è che Second Life è come il mondo fisico: uno trova quello che cerca.
Questo significa che se uno entra in Second Life in cerca di facili stimoli erotici, cercherà i quartieri a luci rosse, le donnine a pagamento, i negozi “adult only” e, ovviamente, li troverà. L’offerta non manca. E se mai deciderà di prendere casa inworld, questa sarà certamente una garçonniere, probabilmente in cielo, lontana da occhi indiscreti.
Se invece, come la maggior parte della gente, uno entra in Second Life in cerca di amicizie, compagnia, svago, divertimento, cultura, formazione, intrattenimento, questo troverà, e in dosi altrettanto massicce. E quando si costruirà la casa, magari avrà la terrazza sul mare, perfetta per organizzare le feste.
Intendiamoci, la fama distorta che su Second Life ci sia sesso a volontà ha creato i suoi mostri: tantissimi niubbi della prima ora - quelli della “bolla”, per capirci - sono entrati perché incuriositi o attirati dalla prospettiva di provare ad aggrovigliarsi su una poseball. E ne sono usciti in fretta, delusi da quello che hanno trovato.
Perché - parliamone - se uno è interessato a certe cose, Second Life non è certamente il canale migliore per fruirle. C’è Internet, i video, la TV satellitare e quant’altro (perdonatemi se resto sul generico, non sono un’esperta) dove tutto è vero, o per lo meno realistico. Due avatarini avvinghiati su una poseball, invece, sono uno spettacolo abbastanza triste: il 3D di Second Life è povero, il texturing poco realistico e le animazioni assai essenziali. Ci vuole davvero una buona dose di fantasia per trovarli eccitanti.
Tenendo conto, poi, che dall’altra parte della tastiera che fa vivere la splendida donnina che avete rimorchiato a pagamento potrebbe esserci un baffuto camionista obeso dell’Illinois, beh… sono certa che molta della magia svanisce
Per concludere, vorrei anche dire che - sesso a parte - su Second Life circola molto ammmore. La gente in ogni parte del mondo non fa altro che conoscersi, innamorarsi, fidanzarsi e sposarsi inworld con grandi cerimonie (anche in SL-chiesa), abiti bianchi vaporosi, sposo in frac - oddio, mi fa senso scrivere frac, diciamo in marsina - e feste con tanto di fuochi d’artificio. Poi si costruiscono la casa, la arredano, poi però magari litigano sul colore delle tende e si lasciano. Il divorzio costa 25 Linden, e amici come prima.
O magari anche no. C’è chi lascia Second Life con il cuore spezzato, cancellando l’account e così “uccidendo” il proprio avatar, e chi si rituffa nella mischia, pronto per ricominciare.
Esattamente come accade in Real Life.
Pregiudizio n.3 - In Second Life non c’è niente da fare June 6, 2009
Posted by eliver in : Eliver, Generale, Second Life , 3comments
Dipende
C’è una parte di verità in questa affermazione, nel senso che in Second Life, non trattandosi di un gioco MMORPG come World Of Warcraft, l’utente non ha una missione da compiere, livelli da completare, oggetti da trovare, punti esperienza da guadagnare. Quindi, se qualcuno si iscrive aspettandosi di trovare un chiaro sentiero tracciato verso le “cose da fare” resterà inevitabilmente deluso. L’esperienza dei primi collegamenti, senza una persona che ti guida o una buona dose di pazienza, può risultare scoraggiante e far nascere il pregiudizio che su SL non ci sia davvero niente da fare.
Questo perché il povero niubbo (termine usato per indicare simpaticamente i newbies di SL) non conosce ancora nessuno, non sa quali sono i posti giusti da visitare, né come arrivarci. Immaginate di paracadutarvi al centro di una grande città estera dove non siete mai stati: prima vi servirà una Guida del Touring, poi lentamente inizierete a muovere i primi passi, quindi vi farete qualche amico, che vi porterà nei “posti giusti”. Solo allora potrete iniziare a gustare veramente l’esperienza di vivere laggiù.
Su Second Life è esattamente la stessa cosa.
La ricetta per arrivare a gustarsi la propria Second Life passa per almeno un paio di settimane di full immersion nel mondo digitale della Linden. E questi sono i passi fondamentali:
- Apritevi un account gratuito, facendo attenzione a scegliere un nome decente. Gli altri vi chiameranno con quel nome lì e ve lo porterete scritto sopra la testa per tutta la vostra Second Life. Il cognome lo sceglierete da una lista: sceglietene uno facile da scrivere e da ricordare (non è facile, di solito quelli proposti sono tremendi).
- Scegliete un avatar di base adatto a voi. Oggi la scelta degli avatar di base proposti ai nuovi iscritti si è molto ampliata, quindi potrete sceglierne uno che corrisponde, più o meno, ai vostri desideri. Se siete uomini prendete un AV maschile, se siete donne, femminile (per i travestimenti, semmai, ci sarà tempo dopo). Abituatevi però all’idea che, fino a quando non personalizzerete il vostro aspetto, sarete uno di tanti cloni tutti uguali, tutti marchiati come niubbi dal vostro aspetto. E per questo sarete trattati con aria di sufficienza dai residenti di lunga data.
- Studiatevi la Guida Ufficiale a Second Life o fate un’ora di corso accelerato inworld con un amico/a più esperto, che vi spiegherà rapidamente le azioni di base: come muovervi, come volare, come parlare, teletrasportarvi, come vestirvi, come comprare e “rezzare” gli oggetti.
- Personalizzatevi l’avatar in modo da perdere al più presto la pelle da niubbo. Acquistate almeno 2.000 L$, andate nei migliori negozi e comprate capelli, skin, shape e un vestito di qualità. Se non sapete come fare, o non conoscete i negozi giusti, fatevi aiutare da una vostra amica più esperta.
- Iniziate a esplorare le land italiane e straniere. Per trovare le land italiane, cercate “Italia” nel motore di ricerca interno di Second Life, o procuratevi l’elenco completo su Internet. Diversi siti ne riportano uno, oltre ad alcune pubblicazioni dedicate a Second Life.
- Imparate presto le norme di comportamento di SL (SL-etiquette) e il gergo che si parla inworld (SL jargon), altrimenti rischiate di essere maleducati e di non capire cosa vi dice la gente.
- Conoscete altri residenti con interessi simili ai vostri, fatevi degli amici, iscrivetevi ai Gruppi, andate agli eventi, fate vita sociale, fatevi conoscere.
Quando la vostra Friends List conterà almeno 30 amici e sarete iscritti ad almeno dieci gruppi, potrete considerarvi dei giovani residenti
Solo a questo punto sarete in grado di giudicare se davvero in SL non c’è niente da fare. E vi accorgerete che, volendo, potreste trascorrere giorni interi inworld senza mai annoiarvi.
Io, io, io! June 3, 2009
Posted by eliver in : Eliver, Generale , 7commentsIo.
E’ una parola che non dico abbastanza, vuoi per modestia, vuoi per educazione e riservatezza. Tutte le cose che faccio e che ho fatto, negli anni, le ho fatte per passione e non ho l’abitudine di andare a vantarmene. Non sono una che se la tira. Ma certi giorni, in questo mondo di autoproclamati protagonisti, mi sento un po’ fessa. Oggi è uno di quei giorni.
E questo è il mio post di ribellione.
Scusate, ma…
- Io sono su Wikipedia
- Io ho una laurea in Ingegneria (vecchio ordinamento) presa in5 anni, con 110 e lode. Ma il punteggio totale, tra media degli esami, tesi e discussione, faceva 116.
- Io ho anche un Dottorato di Ricerca: non mi è mai servito, ma ce l’ho.
- Io sono giornalista pubblicista iscritta all’Albo.
- Io parlo l’inglese come l’italiano.
- Io traduco narrativa anglosassone da 10 anni.
- Io ho scritto il mio primo racconto quando avevo 10 anni. Ce l’ho ancora ed è pure carino.
- Io ho vinto il Premio Italia con il mio romanzo d’esordio, ClipArt. Ora in libreria c’è la seconda edizione.
- Io ho pubblicato numerosi racconti, di cui uno su Urania.
- Io, a diciotto anni, ero già stata nella maggior parte degli stati Europei, negli Stati Uniti, in almeno 5 stati africani - tra cui l’Etiopia - nonché in India e in Giappone.
- Io sono manager in una importante azienda multinazionale
- Io ho iniziato a usare Internet nel 1995, quando c’era ancora Video On Line.
- Io so assemblare un PC a partire da un mucchio di componenti inscatolati.
- Io ho creato, prodotto e condotto Fantascienza.pod, uno dei primi podcast italiani di successo
- Io ho realizzato l’audiolibro di ClipArt, dalla lettura agli effetti sonori.
- Io ho portato in Italia Alan Lee, premio Oscar per Il Signore degli Anelli, e la sala era gremita.
- Io sono entrata in Second Life nel 2006, quando ancora in Italia non la conosceva quasi nessuno.
- Io ho fondato il Delos BookClub, il primo circolo culturale italiano in Second Life, che ha appena compiuto due anni di felice attività.
- Io ho organizzato eventi in Second Life con oltre 300 persone totali in una sera e due ore di SIM full.
- Io ho creato, comprato e regalato isole di Second Life per la cultura.
- Io sono andata in TV, ospite di RaiNews24, a parlare del mio libro.
- Io ho un romanzo tradotto all’estero.
- Io sono co-autrice di un saggio su una serie televisiva famosa.
- Io ho creato la Galleria di Fantaiku, con oltre 20.000 minipoesie, e ho codificato il genere in Italia
- Io conosco un sacco di scrittori italiani famosi e editori importanti.
- Io…
Io non ho niente da dimostrare.
Ecco.
A proposito di convegni “about” Second Life June 3, 2009
Posted by eliver in : Eliver, Generale, Second Life , 5comments
Rispondo al post di Eleonora Porta, ripubblicato sul forum di Second Life Italia, a proposito della manifestazione Ars in Ara, in programma a Roma dal 5 al 9 giugno 2009.
Ciao Eleonora,
anche noi del Delos Bookclub, anche se attivi in SL sul fronte della cultura e dell’arte da due anni, non siamo stati inclusi nel “giro d’onore” di Ars in Ara, quindi mi verrebbe da dire “mal comune, mezzo gaudio”.Condivido e quoto quando dici che troppa gente parla di Second Life senza viverla davvero.
Conosco personalmente e sono anche amica di molti dei “grandi nomi” presenti tra i conferenzieri, e posso affermare con certezza che alcuni di loro, ormai, loggano su SL una volta al mese quando va bene. La passione è andata, ma la voglia di parlarne evidentemente no.
Non so dire se questo sia un bene o un male: dipende da quali sono i motivi per cui si va a parlare di SL in un convegno istituzionale.
Lo fanno per diffondere SL tra i non addetti ai lavori? Non credo.
Oppure utilizzano SL come base di partenza per parlare d’altro, sconfinando nell’arte virtuale in generale, nelle tipiche tematiche web 2.0, etc? Forse, in parte.
Oppure ancora, semplicemente, ne parlano perché vengono invitati per farlo?Non ho risposte.
Dico solo che il prossimo weekend, a Roma, sarà rappresentata soltanto una piccola parte della Second Life italiana. Mentre loro saranno sul palco a elucubrare su SL, il resto di noi sarà inworld, a viverla davvero.
Come facciamo da anni.
Come io, personalmente, faccio dal 2006.
PS: organizziamo un controevento?

