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A caccia degli antenati

Avrete notato anche voi che Vernier non è un cognome sardo: ma come ci sono arrivati i Vernier a Cagliari?
Bella domanda :)

Me la sono fatta anche io e da tanti anni ormai sto cercando di mettere insieme una risposta.

In questa pagina ho raccolto le scoperte più interessanti sui miei antenati, un po’ perché è come una caccia al tesoro nel passato, e un po’ perché magari qualche altro Vernier in giro per l’Italia possa riconoscere qualche legame con la mia famiglia.
Se sei un Vernier anche tu e pensi di poter contribuire con qualche notizia alla mia caccia agli antenati, scrivimi! :)

Alberto, Rosa e Cesare Vernier

Alberto Vernier

Le prime notizie che ho sulla mia famiglia Vernier sono che vivevano in Piemonte, forse a Moncalieri, e commerciavano in tessuti. Probabilmente erano borghesi benestanti, perchè il giovane Alberto Vernier (1834- Cagliari, 1909) si innamorò di una ragazza nobile. Lei si chiamava Rosa Arnaldi e le voci di famiglia dicono che fosse una contessina.
La famiglia di lei non vedeva di buon occhio la relazione, e così Alberto e Rosa fuggirono insieme a Venezia, al seguito di una compagnia di attori universitari, probabilmente senza essere sposati.
Vissero a Venezia facendo gli attori, si sposarono e presto nacque Cesare Vernier (Milano, 1857 - Cagliari, 1928), probabilmente durante una tournée. (Nella foto: Alberto, Rosa e il piccolo Cesare).
Più tardi Alberto divenne impresario teatrale e girò il nord italia con la sua Drammatica Compagnia Nazionale. Lo troviamo nel 1855 al Regio Teatro di Parma e ancora nel Carnevale 1868-69 sempre al Regio. A ottobre del 1872 è al Teatro Cressoni di Como.
In questo periodo, la famiglia Vernier visse a Pola.
Cesare studiò alla Regia Scuola Superiore di Commercio di Venezia (1875-1880), ottenendo il titolo di ragioniere.
Presto si trasferì in Sardegna, con una posizione di contabile per l’impresa del cav. Giovanni Zamberletti, piemontese, incaricata della costruzione del porto di Arbatax e poi di terminare quella del porto di Cagliari.

Quindi, dopo appena un anno, si era potuto dare inizio ai lavori (13 febbraio 1883), per un importo totale di poco meno di 4 milioni di lire. L’appalto era stato affidato agli impresari cav. Galeazzo Magnini, cav. Giovanni Zamberletti e cav. Giacomo Queirolo, con l’ingegner Eugenio Serventi responsabile tecnico dei lavori. [..] Dopo circa sette anni (nel giugno 1890), la costruzione del nuovo porto poteva dirsi completata.

Cesare sposò Anna Maria Pitzalis (Tortolì - Cagliari, 1908) e negli anni nacquero Giovanna “Nina” Vernier (1890-1976), Rosetta Vernier (sposata Buzzi), Berta Vernier (sposata Devoto), Elena “Chicca” Vernier (1899-1909) ed Elsa “Deddei”(?) Vernier. Elena ed Elsa moriranno di diabete in giovanissima età.

Cesare Vernier, banchiere

 

Anna Maria Pitzalis

Dal Bollettino dell’Associazione antichi studenti della Regia Scuola Superiore di Commercio, ora Università Ca’Foscari di Venezia, risulta che Cesare:

Nel 1898 è direttore della Società delle Miniere in Sardegna.
Nel 1899 è direttore dei dazi comunali e governativi a Cagliari (dal 1896 al 1905 la Vernier & C. fu l’impresa aggiudicataria della gara per l’appalto del dazio consumo governativo e comunale di Cagliari - fonte Camera di Commercio di Cagliari)
Nel 1903 si costituisce in società con Manfredi, assumendo nel suo ufficio Imeroni.
Nel 1904 è capo di propria casa bancaria a Cagliari (Banco Vernier e C.ia) [in famiglia risulta Banca Vernier-Sola-Deplano]
Nel 1905 è sempre capo della ditta Manfredi Vernier e C. in via Roma a Cagliari, palazzo Zamberletti.

Nel 1906 nacque il piccolo Cesare Vernier (1906-1983), che sarà sempre chiamato Cecè.
Nel 1907 Cesare conseguì per titoli la laurea in Scienze Applicate al Commercio dalla Regia Scuola Superiore di Commercio di Venezia (doc n.145 del 27 marzo 1907)
Nel 1908 Anna Maria morì, lasciando Cecè di appena due anni. Il piccolo viene allevato dalla sorella Nina.
Pare che Nina Vernier, dopo un riavvicinamento, sia andata a trovare le prozie in Piemonte (sorelle della contessina), e almeno una volta anche a Pola a trovare la nonna Rosa. Di certo sappiamo che Rosa regalò a Nina una coppia di orecchini e un ciondolo a forma di testa di moro di foggia tipicamente veneziana.

In questi anni Rosa morì (a Pola?) e Alberto si trasferì a Cagliari per trascorrere insieme alla famiglia del figlio Cesare gli anni che gli restano. Alberto morì nel 1909 e venne sepolto a Cagliari, al cimitero di Bonaria.

Già avanti con gli anni, nel 1923 Cesare ottiene il titolo onorifico di Cavaliere della Corona d’Italia (la banca è in attività).
Dopo la sua morte, avvenuta nel 1928, il banco Vernier e c.ia divenne Banco Sola Deplano e c.ia con sede in viale Regina Margherita a Cagliari, dove il cav. Sola e Francesco Deplano (noto Cicito) continuarono l’impresa bancaria sino alla messa in liquidazione della banca nel dopoguerra (anni ‘50).

Cecè Vernier, dirigente

 

Cecè e Maria

Cecè Vernier si diploma ragioniere e nel 1929 si sposa con Maria Mari, di Cagliari (ma il padre, l’avvocato Mario Mari, è originario di Baronissi).

Assunto alla Esso, azienda per cui lavorerà tutta la vita, Cecè si reca a lavorare in Calabria, ma successivamente la famiglia vive per un certo periodo a Napoli e poi, verso gli anni 50 anche a Sassari. Dopo 14 anni di matrimonio, sotto i terribili bombardamenti del 1943 su Cagliari, nasce finalmente il primo figlio, Antonio e poi, nel 1947, Alberto. Cecè va in pensione molto presto e, accanito fumatore, muore a 77 anni di cancro ai polmoni.
Ricapitolando, quindi, dal mio punto di vista:
> Antonio è mio padre
> Cecè è mio nonno
> Cesare è mio bisnonno
> Alberto è mio trisnonno

Con fatica e costanza ho ricostruito 170 anni del mio ramo della famiglia Vernier.
Ci sono ancora molti particolari che mi mancano, tra cui la conferma sulla città d’origine della famiglia, ma vorrei anche sapere di più sulla famiglia di Rosa Arnaldi: se erano veramente nobili, di dove fossero, e se qualcuno si ricorda ancora la storia di quella scapestrata di Rosa, che diede scandalo fuggendo a Venezia con un giovane attore di nome Alberto Vernier.

Comments»

1. Massimo - 20 July 2008

Ciao,
sono anch’io un Vernier e come te sono curioso di risalire alla storia del cognome. Io so ben poco, so solo che ha origini Francesi o Austriaci e che c’è una città in Svizzera che sichiama Vernier.
Comunque mi presento sono Vernier Massimo e vivo a Foggia, ci troviamo a Foggia grazie al nonno di mio padre che essendo un carabiniere fu trasferito dal Veneto a Napoli e in seguito il figlio Carlo Vernier che sarebbe mio nonno venne a Foggia dove si sposò con mia nonna Paparesta Antonietta e da quel matrimonio naccquero tre figli. Questo è quello che so, ma continuo a fare ricerche. Ciao alla prossima

2. Nicola Marras - 22 November 2008

Salve,

purtroppo non posso darti informazioni sulla tua famiglia, ma stavo cercando notizie sulla banca di cui era socio mio nonno Manfredi. In casa nessuno ricorda più nulla! Nel frattempo sto chiedendo ai miei parenti se conoscevano qualche Vernier.

Grazie ed a presto

Nicola Marras

3. marco deplano - 1 December 2008

Giusto pour parler…..

Il banco Vernier e c.ia divenne successivamente Banco Sola Deplano e c.ia con sede in viale Regina Margherita a Cagliari dove il cav. Sola e mio nonno Francesco Deplano (noto Cicito) continuarono l’impresa bancaria sino alla messa in liquidazione della banca nel dopoguerra..(anni ‘50)

Un saluto,
Marco Deplano

4. eliver - 1 December 2008

Ciao Nicola e ciao Marco,
mi fa piacere che qualcuno ricordi ancora queste storie! Purtroppo quella generazione se n’è ormai andata - mia nonna Maria è mancata nel 2004, era lei che mi raccontava - e non mi resta che affannarmi a caccia di documenti reperibili qua e là. L’archivio storico dell’Università Ca’ Foscari è stato molto gentile e mi ha mandato le fotocopie di tutte le pagelle del bisnonno Cesare, e delle pagine del Bollettino dell’Associazione antichi studenti della Regia Scuola Superiore di Commercio in cui era citato. E’ da lì che provengono le informazioni sulla Banca, Marco. Ho integrato nel testo la tua nota e ti ringrazio. Tu hai qualche documento dell’epoca di cui ci potremmo scambiare una fotocopia o una scannerizzazione?

5. alessandro piras - 28 January 2009

ciao parente i miei bisnonni si chiamavano uno buzzi e la moglie vernier
guarda caso sta mia bisnonna era sorella di zio cece’ che peraltro io ho conosciuto benissimo,ma se vuoi notizie sulla tua famiglia credo di essere in grado di fornirtele visto che mia nonna,la figlia della sorelle di cecè vernier e ancora in vita e gode a tutt’oggi di ottima memoria saluti
alessandro

6. eliver - 28 January 2009

Ciao Alessandro,
è davvero un piacere per me conoscere un cugino, nemmeno tanto lontano! E la notizia che tua nonna, nipote di nonno Cecè, ricordi ancora le storie di famiglia è fantastica per questa mia ricerca. Pensi che potrei approfittare e magari chiederle - per tuo tramite - se ricorda la provenienza geografica della famiglia Vernier, in origine? Piemonte? Venezia? Mi piacerebbe andare a scavare in qualche archivio storico o religioso in cerca di notizie, ma per il momento è tutto ancora troppo vago. Un caro saluto e torna a trovarmi!

7. alessandro piras - 7 February 2009

tutto cio che hai scritto tu e giusto mi manca solo come saresti tu parente di questo ramo dei vernier?poi se nn sono indiscreto dove vivi adesso?comunque ho parlato proprio oggi con mia nonna figlia di rosa vernier e gerolamo buzzi e ha detto se hai qualke domanda da porle ke sarà ben lieta di risponderti.a presto alessandro

8. eliver - 8 February 2009

Ciao Alessandro, se dai un’occhiata al mio sito troverai le notizie su di me che ti interessano. Cmq, in sintesi, sono la figlia di Antonio, figlio di “Zio Cecè”. La domanda che mi piacerebbe fare a tua nonna è se ricorda la provenienza geografica della famiglia Vernier, in origine. Grazie mille e a presto!

9. Silvia - 26 March 2009

Imeroni? Ho letto bene? Imeroni.. e il nome? Mi interessa assai e se sei così gentile da rispondere…

10. eliver - 31 March 2009

Ciao Silvia, purtroppo la fotocopia della pagina dell’annuario che ho recuperato dice soltanto quello che ho riportato, alla lettera, quindi niente nome del socio Imeroni. Prova a fare qualche ricerca su Internet, chissà che non salti fuori qualcosa! In bocca al lupo e buona caccia :)

11. marco - 2 July 2009

ciao Eli
Ho tantissimi documenti, ma dovrei organizzarmi con lo scanner, spero con un po’ di tempo di farti avere qualche copia.
Ho tra le altre cose alcuni bilanci della Società “Banco Sola Deplano & C.ia” e anche una lettera della Banca d’Italia nella quale si chiede a mio nonno la trasformazione della società da accomandita semplice in accomandita per azioni, e anche l’atto di tale trasformazione.
Ho anche le pubblicazione nel BURAS dei bilanci della società che allora aveva un patrimonio liquido superiore all’agenzia di Cagliari del Banco di Napoli.
Purtoppo la svalutazione del dopo guerra ha diviso per 1000 il patrimonio liquido che purtroppo mio nonno ha “mancato” di capitalizzare, in quegli anni, avrebbe potuto acquistare mezza Cagliari. :-))

12. eliver - 4 July 2009

Ciao Marco, grazie mille per l’aggiornamento! :)
Nella tua pila di documenti finanziari hai per caso trovato qualcosa che faccia riferimento al mio bisnonno?
Chissà come vivevano la crisi economica a quei tempi…

13. marco - 7 July 2009

Assolutamente si, ho anche l’atto originale firmato da tuo nonno Vernier, dal quale mio nonno acquistò un terreno in centro (allora era periferia) per costruire 3 ville (ancora esistenti) in una abita mia mamma, nelle altre miei zii.
Oltre questo ho numerosi documenti compreso l’atto di vendita della Banca Vernier a mio nonno e al socio con il quale fondarono il Banco Sola Deplano & C.ia, cercherò di organizzarmi un pò di tempo per fare qualche scansione e farti avere qualche documento.
In relazione alla situazione economica, la Banca dal 1919 al 1939 era economicamente florida, il problema è stata la guerra, infatti alla fine del conflitto, il governo “organizzo” la svalutazione della lira e quindi il denaro liquido in possesso della banca e di mio nonno perse il valore economico.
Dai racconti di mio padre, ho saputo che, quando sfollarono da Cagliari per spostarsi dai bombardamenti, mio nonno porto’ con se una cifra liquida esorbitante con la quale in quel periodo avrebbe potuto comprare decine di immobili, invece alla fine della guerra il valore era diventato un centesimo.
In ogni caso i numerosi beni acquisiti in precedenza, permisero a lui e a mia nonna di vivere di rendita in modo splendido sino ai giorni nostri, mia nonna e passata a migliore vita nel 1995.

14. Miriana e Christian - 29 December 2009

Salve sono anch’io un Vernier… io ho 13 anni mi chiamo Miriana e sono di Genova, mio fratello si chiama Christian e ha 24 anni, tra l’altro mi ha incuriosito moltissimo Marco quando ha raccontato di sua nonna perchè quando è passata a miglior vita nel 1995, un anno dopo, sono nata io… nel 1996… volevo chiedervi se siete a conoscenza del fatto di un ramo dei Vernier che è venuto a Genova, e se sì, quando e chi erano? In attesa di una sua risposta distinti saluti famiglia Vernier di Genova.

15. eliver - 30 December 2009

Ciao Miriana e Christian, grazie per essere passati a trovarmi! :)
Purtroppo nelle ricerche sui “miei” Vernier non ho mai trovato riferimenti a Genova, mi dispiace.
Sai se anche i tuoi antenati erano piemontesi?
Oppure erano veneti?
A presto!
Elisabetta

16. Miriana e Christian - 30 December 2009

Mio padre dice che i nostri antenati erano veneti… magari stiamo sbagliando ramo… A risentirci cari saluti

17. Giovanni Meli - 8 January 2010

Ho vissuto dal 1945 al 1965 in un appartamento al terzo piano di un palazzo della via Roma, a Cagliari, che tutti conoscevano come “Palazzo Sola”. Il palazzo era stato colpiton da due grosse bombe d’aereo americane nel 1943, ma rimase in poiedi sino alla sua demolizione, avvenuto, credo nel 1960, per permettere l’edificazione del palazzo della Regione Sardegna. L’appartamento che mio padre prese in affitto, al rirtorno dallo sfollamento, era diviso in due dallo squarcio provocato dalle bembe, ma si presentava lussuosamente rifinito, con pavimernti i marmo e mlinoleum, pareti lisciate a gesso e infissi laccati, molto eleganti. Mio padre ci ndisse che era stato abitato, per molti anni, dal signor Sola, proprietario della banca Sola, che non ho mai conosciuta, seppur fopssi a conoscenza che la sua sede era nel Viale Regina Margherita di Cagliari. Al pioano terra del palazzo di Viua Roma, mio padre aveva preso in affitto, verso la metà degli anni trenta, un locale commerciale, che aveva utilizzato per aprirvi un negozio d’abiogliamento e di articoli militari, con annessa csartoria. L’enorme portone, collocato al centro della facciata, divideva il nostro negozio dal “Bar Inglese”, chiuso qualche mese prima della dmolizione del palazzo. Al mezzanino, oltre alla famiglia dei portinai, era l’accesso alla “Grotta Azzurra”, una trattoria molto frequentata anche dagkli studenti, che vi si recavano per pranzare o cenare a poco prezzo. Nello stesso piano dove abitava la mia famiglia, abitava anche una certa famiglia Deplano, i cui due figli, un ragazzo e una ragazza (dei quali non ricordo i nomi di battesimo) erano alquanto altezzosi e non fui mai possibile far amicizia con loro. So che si sono entrambi laureati, il maschio in Giurisprudenza, la ragazza, mi pare, in lettere.
Ho scrito solo per questo particolare della famiglia Deplano, della quale, dopo la demolizione del palazzo, ho perso ogni traccia.
Anch’io sono particolarmente curioso di conoscere l’origine di certi cognomi e delle persone che si sono trasferite, spesso inspiegabilmente da una regione ad un’altra. Il mio stesso nome, Giovanni Meli, denuncia chiaramente l’origine siciliana della mia famiglia, ma non sono riuscito a ricostrirne il percorso, pur sapendo che mia nonna paterna era inghlese e si chiamava Sorci. L’unica cosa certa è che mio padre era nato a Canicattì e che era venuto in Sardegna, dopo un periodo trascorso a MIlano, per fuggire dal terremoto di Messina.
Cordiali saluti.

18. vernier ornella - 15 June 2010

ciao sono vernier ornella abito a venezia in terra ferma
il mio nonno si chiamava vernier mario nato 1903 aveva dei fratelli e fratellastri non li so tutti ma uno era ugo, giuseppina uno era musicista e uno era commerciante di tessuti a trieste poi venne a venezia e commerciav in abiti per il carnevale

19. eliver - 16 June 2010

Ciao Ornella, benvenuta sul mio sito e grazie di avermi lasciato un po’ di storia della tua famiglia! :)
Posso solo dire che Mario e Ugo non sono nomi “tradizionali” nel mio ramo della famiglia Vernier, quindi forse la nostra cuginanza è molto remota. Mio nonno e i miei bis/tris nonni, infatti, si chiamavano Cesare e Alberto.