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SL Jargon: Il vocabolario di Second Life secondo Eliver (1-A) June 26, 2009

Posted by eliver in : Eliver, Generale, Second Life, SLvocabolario , 3comments

Ok, forse è un’impresa titanica, ma ci voglio provare ugualmente. Non farò un unico post, ma una serie, e creerò ad hoc una nuova categoria SLvocabolario per trovarli tutti in un colpo.

Ma ora bando alle ciance, e iniziamo :)

512, 1024, 2048, etc.
Sono le dimensioni standard di un terreno in Second Life, misurate in metri quadrati (sq.). Il vostro primo 512 lo comprate quando diventate utenti Premium, e non ci pagate le tasse alla Linden (Fees). Un’isola intera misura 65536 sq.

Abuse report
E’ una denuncia alla Linden contro qualcuno, quando questo viola le regole di Second Life, in particolare le Big Six. Ma potreste beccarvene uno anche dal vostro vicino, per quel coso orrendo che avete rezzato dietro casa sua, che gli rovina il panorama. Se qualcuno vi fa un abuse report iniziate a preoccuparvi: potrebbe avere effetti molto seri sul vostro account, dal blocco fino alla disattivazione.

 Alt
Sta per Alternate Account ed è una sorta di avatar di scorta che alcuni utenti si attivano, per necessità o per divertimento. Molte persone che lavorano su SL hanno un Alt aziendale, di solito vestito come un pinguino. Altri, invece, hanno un alt maialo che usano per andare in quei posti dove nessuno porterebbe mai il proprio avatar principale, pena restare sputtanato a vita. Se vi fate un Alt serio e vi mettete in contatto con persone che vi conoscono con il vostro avatar principale, è buona educazione informarle che siete sempre voi. Potete anche provare a barare, ma alla fine verreste sgamati, perché il gossip su SL viaggia più veloce della luce.

Animazione
Gli avatar di solito hanno dei movimenti spontanei piuttosto generici. Le animazioni, che possono essere acquistate o realizzate con appositi programmi, permettono movimenti e pose specifiche più rifinite: una seduta personalizzata, un modo di camminare particolare, un modo diverso di volare, etc.
Per utilizzarle, dovete acquistare un accessorio invisibile che si chiama AO. Può essere costoso ma è indispensabile per essere credibili – solo i niubbi non hanno l’AO. Le animazioni possono anche essere utilizzate per costruire delle poseball, che abbinano una certa animazione a un dato oggetto.

AO
Sta per Animation Overrider, ed è uno script che sostituisce le animazioni di base dell’Avatar con animazioni e pose acquistate, realizzate in modo più raffinato. Esistono moltissimi modelli di AO, maschili e femminili, e c’è la possibilità di personalizzare gli AO commerciali con animazioni aggiuntive. Oltre agli AO che sostituiscono le animazioni standard, ci sono anche quelli che vi permettono, per esempio, di nuotare.

Avatar, AV
L’avatar è il vostro corpo virtuale dentro Second Life. Viene chiamato anche avie. In SL è importante non confondere il corpo con la persona: evitate quindi di dire “ho conosciuto un nuovo avatar”, se conoscete un nuovo residente. Qualcuno potrebbe pensare che avete incontrato un residente che conoscevate già, ma in una forma (avatar) diversa. Questo, d’altro canto, può succedere spesso. Nell’inventario di un vero residente di solito ci sono sempre un certo numero di avatar alternativi, normali ma a volte anche bizzarri. Ricordatevi infatti gli AV in SL non sono necessariamente umani: ce ne sono di tutte le forme e dimensioni.

Away
Quando un utente non muove il proprio avatar per un certo periodo di tempo, l’avatar si “addormenta” e viene indicato come away. Questo sta a indicare che l’utente dietro la tastiera è momentaneamente assente (AFK – away from keyboard).  Purtroppo si può finire in away anche quando si ascolta una conferenza, quindi per non sembrare maleducati ricordatevi di muovere il mouse ogni tanto, altrimenti il conferenziere penserà che avete parcheggiato l’avatar sulla sedia e siete andati a farvi una birra in RL, mentre lui si sgola per intrattenere il pubblico.

SL-etiquette, ovvero essere educati su Second Life June 20, 2009

Posted by eliver in : Eliver, Generale, Second Life , 3comments

profile_eliver.jpgDevo ammetterlo: essendo nata inworld nel lontano 2006, ormai ne ho viste veramente di cotte e di crude e non so più quante volte mi sono trovata a chiedermi “Ma è possibile che nessuno insegni un minimo di educazione ai niubbi?”

Ho fatto qualche ricerca nei vari siti italiani dedicati a SL e su un certo numero di blog di residenti italiani e – in effetti – a parte qualche sintetica traduzione delle linee guida della Linden, non ho trovato gran che.

Così – anche se non ho alcuna autorità per farlo – ho deciso di stilare la mia versione della SL-etiquette,  una sorta di miniguida alla buona educazione in Second Life per consentire a chi muove i suoi primi passi da avatar di evitare gli errori più comuni (talmente comuni che a volte mi sento sulla versione inworld di Candid Camera).

1 – Non spogliate mai e poi mai il vostro avatar in pubblico. E’ considerato molto maleducato. A volte i manager delle land italiane sono indulgenti con i niubbi nudi, ma questo non vi scusa. In molte land verrete ripresi e perfino cacciati via. Tenetevi i vestiti addosso e sappiate che, se vi spoglierete, sarete soltanto ridicoli e fastidiosi. Gli avatar dei niubbi infatti – specialmente quelli maschili – sono privi dei loro attributi sessuali, come Big Jim e Barbie.

2 – Non fate domande personali a chi non conoscete bene. I residenti di Second Life amano la propria privacy e parlano della propria Real Life solo con le persone di cui si fidano. In questo elenco, per quanto lungo, non figurano i niubbi come voi. Quindi evitate di chiedere “di dove sei”, “quanti anni hai”, “sei M o F?”. Farete una miglior figura.

3 – Non chiedete la friendship a chi non conoscete bene. Quando un residente esperto, incontrato per caso, vi dà una mano a vestirvi e/o a orientarvi inworld, non significa che sia vostro amico. Probabilmente è solo gentile. Ma è molto probabile che rifiuti la vostra amicizia, vuoi perché ha già 150 amici veri, vuoi perché siete il millesimo niubbo che gliela offre.

4 – Non andate in giro a chiedere dove comprare un pene. Questo vale ovviamente per chi ha scelto un avatar maschile, ma è una domanda così ricorrente da essere diventata un tormentone. Se volete un pene gratuito, cercate “Free penis” nel Search e andate a prendervi il vostro ammennicolo senza disturbare i poveri residenti.

5 – Non andate in giro a chiedere se qualcuno vuole fare sesso con voi. Nessun residente serio farebbe sesso con un niubbo. Al massimo potreste trovare qualche professionista del sesso disposto a farlo con voi a pagamento. Ma voi non potete ancora permettervelo.

6 – Non andate in giro a chiedere come si fa a guadagnare. Questa è la seconda domanda più frequente che ho sentito. Per guadagnare qualche Linden dovete andare nei “camping”: sono dei posti dove qualcuno vi paga per parcheggiare l’avatar su una posa. Capirete il perché quando sarete più grandi, ma a quel punto i vostri L$ li comprerete su Secondlife.com.

7 – Evitate di esprimervi nel linguaggio degli SMS. Su Second Life le vocali non si pagano, quindi cercate di usarle. Visto che l’età media dei residenti è più alta rispetto alle comunità di MMORPG, rischiate di non essere capiti e di essere etichettati come ragazzini. Giova ricordare che l’uso di SL è riservato agli utenti maggiorenni.

8 – Imparate in fretta la lingua del posto. I residenti di Second Life usano un gergo molto particolare che non è facilmente comprensibile ai niubbi (SL jargon). Potete trovare diversi siti dove vengono spiegate tutte le espressioni più comuni.

9 – Evitate di usare le Gestures, soprattutto quelle con un rumore associato come “ridere”. Sono goffe e fastidiose, e le usano solo i niubbi. I residenti veri si comprano le animazioni e usano un AO.

10 –  Non abusate del Voice, se non siete a casa vostra. Non è detto che i presenti abbiano voglia di ascoltare la vostra voce o – più frequentemente – di farvi sentire la propria. Se un residente si rifiuta di parlarvi in Voice non prendetevela: SL non è un telefono con i pupazzi e si viveva benissimo anche prima dell’avvento del Voice.

Queste sono le prime dieci regole d’oro che mi vengono in mente questa sera. Lancio ovviamente a tutti i residenti italiani l’invito a integrare questo mio elenco con le loro esperienze, o a segnalarmi eventuali link con altre valide indicazioni di SL-etiquette.

Pregiudizio n.5 – Ho già una vita, non mi serve una Second Life June 13, 2009

Posted by eliver in : Eliver, Generale, Second Life , 2comments

Questo pregiudizio nasce dalla falsa concezione che per vivere in Second Life sia necessario trascorrere inworld la gran parte della giornata, e questo non è vero. Per avere una soddisfacente esperienza nel mondo digitale della Linden è sufficiente loggarsi anche solo un’ora al giorno.

Second Life non toglie spazio alla Real Life, ma piuttosto mette a frutto i numerosi tempi morti, distogliendoci da passatempi più tradizionali e solitari come guardare la televisione, navigare in Internet o restare senza far niente :)

Quanti di voi, la sera dopo cena durante la settimana, restano a cervello spento davanti a programmi TV sempre più spesso da cerebrolesi?

Beh, sappiate che potreste mettere a frutto quel tempo sprecato per socializzare in Second Life, conoscere persone di tutta Italia (e di tutto il mondo, se parlate l’inglese), ascoltare musica, partecipare a eventi e conferenze, esplorare isole sempre nuove, imparare a costruire oggetti e magari anche venderli.

E che fare in un weekend piovoso? Stare a casa a fare il muso, oppure fare un salto inworld per ritrovare un po’ di amici, fare quattro chiacchiere da bar, aggiornarsi sul gossip sentimentale di questo e quello?

Le amicizie che nascono in Second Life non sono amicizie finte, la vostra SL non è una vita finta parallela: sempre più spesso infatti si organizzano pizzate, raduni, eventi RL dove i gruppi nati in SL (proprio come quelli nati su Internet intorno a certi siti, come Fantascienza.com) si ritrovano per conoscersi di persona e trascorrere qualche ora in allegria. Anche in questo caso Second Life crea occasioni di socialità, senza togliere niente alla vostra cara vecchia vita.

Pregiudizio n.4 – Second Life è un covo di pervertiti June 9, 2009

Posted by eliver in : Eliver, Generale, Second Life , 3comments

Falso 😛

Se ci pensate bene, lo hanno sempre detto anche di Internet (e lo dicono ancora oggi), ma questo non ha impedito al World Wide Web di cambiare il mondo in cui viviamo e lavoriamo.

La verità è che Second Life è come il mondo fisico: uno trova quello che cerca.

Questo significa che se uno entra in Second Life in cerca di facili stimoli erotici, cercherà i quartieri a luci rosse, le donnine a pagamento, i negozi “adult only” e, ovviamente, li troverà. L’offerta non manca. E se mai deciderà di prendere casa inworld, questa sarà certamente una garçonniere, probabilmente in cielo, lontana da occhi indiscreti.

Se invece, come la maggior parte della gente, uno entra in Second Life in cerca di amicizie, compagnia, svago, divertimento, cultura, formazione, intrattenimento, questo troverà, e in dosi altrettanto massicce. E quando si costruirà la casa, magari avrà la terrazza sul mare, perfetta per organizzare le feste.

Intendiamoci, la fama distorta che su Second Life ci sia sesso a volontà ha creato i suoi mostri: tantissimi niubbi della prima ora – quelli della “bolla”, per capirci – sono entrati perché incuriositi o attirati dalla prospettiva di provare ad aggrovigliarsi su una poseball. E ne sono usciti in fretta, delusi da quello che hanno trovato.

Perché – parliamone – se uno è interessato a certe cose, Second Life non è certamente il canale migliore per fruirle. C’è Internet, i video, la TV satellitare e quant’altro (perdonatemi se resto sul generico, non sono un’esperta) dove tutto è vero, o per lo meno realistico. Due avatarini avvinghiati su una poseball, invece, sono uno spettacolo abbastanza triste: il 3D di Second Life è povero, il texturing poco realistico e le animazioni assai essenziali. Ci vuole davvero una buona dose di fantasia per trovarli eccitanti.

Tenendo conto, poi, che dall’altra parte della tastiera che fa vivere la splendida donnina che avete rimorchiato a pagamento potrebbe esserci un baffuto camionista obeso dell’Illinois, beh… sono certa che molta della magia svanisce 😉

Per concludere, vorrei anche dire che – sesso a parte – su Second Life circola molto ammmore. La gente in ogni parte del mondo non fa altro che conoscersi, innamorarsi, fidanzarsi e sposarsi inworld con grandi cerimonie (anche in SL-chiesa), abiti bianchi vaporosi, sposo in frac – oddio, mi fa senso scrivere frac, diciamo in marsina – e feste con tanto di fuochi d’artificio. Poi si costruiscono la casa, la arredano, poi però magari litigano sul colore delle tende e si lasciano. Il divorzio costa 25 Linden, e amici come prima.

O magari anche no. C’è chi lascia Second Life con il cuore spezzato, cancellando l’account e così “uccidendo” il proprio avatar, e chi si rituffa nella mischia, pronto per ricominciare.

Esattamente come accade in Real Life.

Pregiudizio n.3 – In Second Life non c’è niente da fare June 6, 2009

Posted by eliver in : Eliver, Generale, Second Life , 3comments

profile_eliver.jpgDipende :)

C’è una parte di verità in questa affermazione, nel senso che in Second Life, non trattandosi di un gioco MMORPG come World Of Warcraft, l’utente non ha una missione da compiere, livelli da completare, oggetti da trovare, punti esperienza da guadagnare. Quindi, se qualcuno si iscrive aspettandosi di trovare un chiaro sentiero tracciato verso le “cose da fare” resterà inevitabilmente deluso. L’esperienza dei primi collegamenti, senza una persona che ti guida o una buona dose di pazienza, può risultare scoraggiante e far nascere il pregiudizio che su SL non ci sia davvero niente da fare.

Questo perché il povero niubbo (termine usato per indicare simpaticamente i newbies di SL) non conosce ancora nessuno, non sa quali sono i posti giusti da visitare, né come arrivarci. Immaginate di paracadutarvi al centro di una grande città estera dove non siete mai stati: prima vi servirà una Guida del Touring, poi lentamente inizierete a muovere i primi passi, quindi vi farete qualche amico, che vi porterà nei “posti giusti”. Solo allora potrete iniziare a gustare veramente l’esperienza di vivere laggiù.

Su Second Life è esattamente la stessa cosa.

La ricetta per arrivare a gustarsi la propria Second Life passa per almeno un paio di settimane di full immersion nel mondo digitale della Linden. E questi sono i passi fondamentali:

Quando la vostra Friends List conterà almeno 30 amici e sarete iscritti ad almeno dieci gruppi, potrete considerarvi dei giovani residenti :)

Solo a questo punto sarete in grado di giudicare se davvero in SL non c’è niente da fare. E vi accorgerete che, volendo, potreste trascorrere giorni interi inworld senza mai annoiarvi.

A proposito di convegni “about” Second Life June 3, 2009

Posted by eliver in : Eliver, Generale, Second Life , 5comments

profile_eliver.jpgRispondo al post di Eleonora Porta, ripubblicato sul forum di Second Life Italia, a proposito della manifestazione Ars in Ara, in programma a Roma dal 5 al 9 giugno 2009.

Ciao Eleonora,
anche noi del Delos Bookclub, anche se attivi in SL sul fronte della cultura e dell’arte da due anni, non siamo stati inclusi nel “giro d’onore” di Ars in Ara, quindi mi verrebbe da dire “mal comune, mezzo gaudio”.

Condivido e quoto quando dici che troppa gente parla di Second Life senza viverla davvero.

Conosco personalmente e sono anche amica di molti dei “grandi nomi” presenti tra i conferenzieri, e posso affermare con certezza che alcuni di loro, ormai, loggano su SL una volta al mese quando va bene. La passione è andata, ma la voglia di parlarne evidentemente no.

Non so dire se questo sia un bene o un male: dipende da quali sono i motivi per cui si va a parlare di SL in un convegno istituzionale.

Lo fanno per diffondere SL tra i non addetti ai lavori? Non credo.
Oppure utilizzano SL come base di partenza per parlare d’altro, sconfinando nell’arte virtuale in generale, nelle tipiche tematiche web 2.0, etc? Forse, in parte.
Oppure ancora, semplicemente, ne parlano perché vengono invitati per farlo?

Non ho risposte.

Dico solo che il prossimo weekend, a Roma, sarà rappresentata soltanto una piccola parte della Second Life italiana. Mentre loro saranno sul palco a elucubrare su SL, il resto di noi sarà inworld, a viverla davvero.

Come facciamo da anni.

Come io, personalmente, faccio dal 2006.

PS: organizziamo un controevento? ;)

Pregiudizio n.2 – Second Life è un mondo virtuale, quindi è tutto finto May 29, 2009

Posted by eliver in : Eliver, Generale, Second Life , 3comments

Falso :)

Il fatto di essere intangibile, di esistere online in modo diffuso sui server della Linden e sui computer degli utenti, non rende Second Life meno reale di Internet stessa.

Quando due persone vere interagiscono in modo sincero all’interno di un ambiente digitale, ciò che vi accade è vero. Se una di queste persone invece recita una parte, quello che dirà e farà sarà probabilmente finzione: ma sarà lui a essere finto, non il mondo in cui agisce.

Questo pregiudizio nasce – secondo me – da una differenza di significato tra l’aggettivo “virtuale” in italiano (come contrario di “reale”, o “simulato”) e l’aggettivo “virtual” in inglese, che è più simile al nostro “digitale”.

Se guardiamo sul Garzanti infatti troviamo:

virtuale
Dal lat. mediev. virtuale(m), deriv. del class. vi°rtus -u¯tis; cfr. virtù
1 che esiste in potenza ma non si è ancora realizzato: capacità virtuale; vincitore virtuale; realtà virtuale
2 (mat.) che potrebbe esistere: ente virtuale
3 (fis.) che si potrebbe effettuare: spostamento, lavoro virtuale | in ottica, fittizio, non reale: immagine virtuale

Se guardiamo invece il Merriam Webster, leggiamo che:

Virtual
4: being on or simulated on a computer or computer network <print or virtual books> <a virtual keyboard>: as a: occurring or existing primarily online <a virtual library> <virtual shopping> b: of, relating to, or existing within a virtual reality <a virtual world> <a virtual tour>

In italiano, quindi, sarebbe più corretto definire Second Life un mondo digitale.
Che sia vero o finto, poi, dipende solo da noi.

Pregiudizio n.1 – Second Life è solo una chat 3D molto pesante May 27, 2009

Posted by eliver in : Eliver, Generale, Second Life , 2comments

Falso :)

Second Life è un mondo digitale, cioè un ambiente immersivo in cui è possibile socializzare ben oltre le possibilità che vengono date da una chat.  Il fatto che il dialogo tra utenti avvenga soprattutto via chat testuale non la rende “una chat”, così come dialogare in voice non la rende “una conference call”: questo perché gli avatar hanno delle sembianze e delle movenze, agiscono all’interno di un preciso contesto e possono interagire tra loro in molti modi. Oltre le parole.

Nella chat, il massimo dell’interazione è una finestra colorata con righe di testo che scorrono, una vostra fotina come avatar (spesso tarocca) e qualche smile animato.

In Second Life invece è possibile condividere un’esperienza con altre persone: visitare Roma Antica o l’Isola dei Pirati o qualunque altro luogo ben connotato, insieme a un amico, lascia nell’utente una forte sensazione di “qui e ora, in compagnia di questa persona”.

Dopo un evento interessante, sarà fin troppo facile raccontare: “Questa sera sono stato a una conferenza con la mia amica Lea: c’era tanta gente, il conferenziere era simpatico ma era vestito come un cretino. E vedessi che sala!”

Sfido qualunque chat, anche in 3D, a lasciare questo tipo di sensazione.

Serata cyber dedicata a ClipArt May 26, 2009

Posted by eliver in : ClipArt, Eliver, Generale, Second Life , add a comment

L’evento di presentazione del mio romanzo ClipArt al Delos BookClub in Second Life è stato movimentato e simpatico. Dario Tonani, conduttore per una sera, ha dato vita a un botta e risposta molto interessante, che mi ha portato a considerare aspetti inediti della trama e dei personaggi. Il nostro mitico Mu Negulesco ha poi dato vita, in un intermezzo di reading particolarmente ispirato, al Kranio più cattivo di tutti i tempi.

La serata cyber al Delos Bookclub

L’affluenza del pubblico è stata buona, con un picco di venti persone durante il reading, anche se qualcuno dei fan del bookclub su Facebook ha dato forfait. Ma li perdoniamo e li aspettiamo per il prossimo evento.

Intanto, voglio ringraziare tutti i partecipanti, anche quelli last minute che si sono tirati il collo per arrivare almeno a salutare (Ciao Susy ;)), e ovviamente le tre persone che hanno reso possibile questa serata.

Grazie Dario! Grande Mu! :)

E grazie S*, fortissimo e minaccioso IronMan, che ha gestito il “dietro le quinte” dell’evento, mettendo a disposizione di Dario i suoi potenti mezzi informatici.

Per sapere cosa vi siete persi, ecco a voi il  Chatlog della serata.

Le foto, come sempre, le trovate sul mio Flickr o sulla nuova pagina di FB del BookClub.

Second Life: limiti reali e pregiudizi May 23, 2009

Posted by eliver in : Eliver, Generale, Second Life , 4comments

EliverCome ogni prodotto tecnologico, Second Life – pur se in continua evoluzione da parte della Linden – non è perfetta, e questi limiti sono spesso utilizzati come un buon motivo per non usarla. Il modo più furbo per cavarsela, ovviamente, è conoscerli e aggirarli con astuzie organizzative.

I limiti tecnologici più comunemente citati sono:

a. Il programma richiede troppe risorse per funzionare bene
Per far girare il Second Life viewer ci vuole un computer molto potente, una scheda grafica dell’ultima generazione e una connessione a internet molto veloce. In mancanza di queste caratteristiche, il programma va spesso in crash oppure l’avatar si muove a scatti, peggiorando di molto l’esperienza d’uso. Purtroppo, questo è un limite molto reale e non c’è modo di aggirarlo: se volete organizzare un evento in SL dovrete avere un computer abbastanza nuovo, così come anche le persone che inviterete o che comunque interverranno.

b. Non riesco ad aprire un account su Secondlife.com
Il modulo di registrazione a Second Life – per qualche ragione che non staremo ad approfondire – controlla il numero IP della persona che sta cercando di aprire un nuovo account, e limita il numero di account che si possono aprire da ciascun IP. Se quindi, per esempio, la vostra azienda o Internet provider viene visto come un unico IP pubblico, il modulo vi risponde che avete già troppi account (quelli aperti da tutti gli altri utenti con cui condividete il numero IP) e non vi permette di aprirne un altro.
L’unico modo per aggirare questo limite è provare a iscriversi usando la connessione di casa, da casa di un amico, da una rete wireless telefonica fino a che non riuscite.

c. Non riesco a collegarmi a Second Life dall’interno della rete aziendale
Il Second Life viewer, per collegarsi al mondo virtuale, usa delle porte che i firewall aziendali normalmente bloccano. Le motivazioni per questa chiusura sono varie: la prima è ovviamente la sicurezza, ma anche che un computer collegato a SL all’interno di una rete ne rallenta le prestazioni, a causa del grande traffico generato.
Ci sono tre modi per aggirare questo limite:
i.      Se siete amici del vostro amministratore di rete, potete chiedergli di aprire le porte per Second Life. Nella sezione supporto del sito secondlife.com troverà tutte le istruzioni per intervenire.
ii.      Altrimenti, se potete fare un piccolo investimento, potete farvi istallare una piccola rete DSL, separata dalla rete aziendale, che utilizzerete soltanto per l’accesso a Second Life.
iii.      Se invece non potete permettervi di spendere troppo, potete munirvi di una connessione wireless a banda larga di quelle offerte dagli operatori telefonici. Un solo computer si collegherà senza problemi; se dovete collegarne più d’uno, condividendo la connessione, il collegamento sarà in generale più lento.

E’ importante considerare questo limite anche quando organizzate degli eventi, poiché le persone che inviterete avranno il vostro stesso problema e potrebbero non essere in grado di parteciparvi.

d. Il programma è difficile da usare
L’interfaccia del Second Life viewer è effettivamente un po’ impegnativa per chi è abituato a usare solo software di lavoro. Bisogna dire, però, che per avere una buona prima esperienza d’uso con Second Life, la gran parte dei comandi non vi servono a nulla. Vi basterà capire come camminare, come chattare con gli altri residenti e come teletrasportarvi: niente che non si possa imparare da soli, o con cinque minuti di spiegazioni da parte di un collega più esperto. Il resto delle funzioni lo imparerete più in là, quando ne avrete bisogno. Anche in questo caso, ricordatevi che i vostri ospiti avranno lo stesso problema e provvedete a facilitargli l’ingresso inworld.

e. Un’isola può ospitare un numero ridicolo di persone
Anche qui, c’è poco da fare. I simulatori (SIM) che reggono le isole e la mainland di Second Life hanno delle capacità limitate. Quando qualcuno vi chiederà se può avere duecento ospiti a un evento e voi dovrete rispondergli che il numero massimo oggi è 40 sulla Mainland e 80-90 sulle isole private, non lasciatevi scoraggiare. L’errore di fondo è cercare di valutare il successo di un evento in SL utilizzando una scala adatta al numero di visitatori di un sito. Un mondo virtuale non è un sito, e i numeri con cui vi dovete confrontare sono quelli di un evento “in carne e ossa”. Dopotutto, se organizzaste la presentazione di un libro in una piccola libreria in città, quanti visitatori potreste sperare di avere? Se ne avrete quaranta, è già un successo. Se ne avrete ottanta, avete fatto il tutto esaurito!

Ma veniamo ai pregiudizi.

Second Life – così come i mondi virtuali in genere – ha avuto delle sorti alterne come considerazione da parte dei media e del grande pubblico. Inizialmente snobbato come qualcosa da geek smanettoni (per la serie get a life!), intorno al 2007 ha avuto un forte picco di popolarità grazie alle voci sui media che millantavano facili guadagni reali grazie al business virtuale. Il primo milione di dollari guadagnato da Anshe Chung, latifondista virtuale americana, ha invogliato milioni di persone ad aprirsi un account e provare Second Life. La prima ondata di vittime è stata fatta dai limiti tecnologici che abbiamo elencato prima, poi sono arrivati i pregiudizi:

a.      Second Life è solo una chat 3D molto pesante

b.      In Second Life non c’è niente da fare

c.       Second Life è un covo di pervertiti a caccia di sesso virtuale

d.      Ho già una vita, non me ne serve una seconda

e.       I mondi virtuali sono per persone che hanno problemi di relazione

f.        Second Life è un mondo virtuale, quindi è tutto finto

(Mi riservo di smontarli a uno a uno nei miei prossimi post)

Così in circa un anno la bolla si è sgonfiata, Second Life è tornato alla sua reale dimensione e i media hanno iniziato ad annunciarne la prematura morte. Dovendo organizzare e pubblicizzare un evento oggi, il pregiudizio più duro da scalzare sarebbe che Second Life è morta.

Ma quanto c’è di vero in questo?

La risposta è che effettivamente una parte di Second Life è morta, quella sorta di leviatano ipertrofico alimentato dall’hype che era nato senza poggiare su niente di concreto. Isole sono state costruite, annunciate e inaugurate con grande strombazzamento, sono rimaste vuote per un anno e quindi hanno chiuso, schiacciate dagli onerosi costi di manutenzione.
Ciò che è rimasto è la vera Second Life, quella nata con reali motivazioni prima della bolla, che l’ha attraversata sgranando gli occhi davanti alle follie di chi credeva nei miracoli, e che, calato l’hype, è più vitale che mai, mentre la tecnologia dietro a SL continua a maturare.

Il parallelo con la bolla speculativa di Internet è assolutamente efficace.